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Botta e risposta

Coronavirus, fase 2 e voto per le Regionali: scontro a distanza tra Pd e Toti

"Più in là si andrà a votare più saranno evidenti le falle che l'amministrazione regionale sta dimostrando nella gestione della crisi", dice Luca Garibaldi. Toti: "Così fanno campagna elettorale a nostro favore"

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Genova. Botta e risposta tra il consigliere regionale del Partito Democratico Luca Garibaldi e il presidente della Regione Giovanni Toti sul tema della data in cui si potrebbero svolgere le elezioni regionali. Previste tra maggio e giugno, secondo il governatore ligure dovrebbero svolgersi regolarmente, magari rinviate di qualche settimana. L’opposizione ha ribadito da subito la contrarietà considerando i tempi ancora poco maturi per andare alle urne in sicurezza. Toti ha accusato i dem di volere restare attaccati alla poltrona ancora qualche mese. E qui si inserisce il post di Luca Garibaldi

“Leggo che Toti ci accusa – nel bel mezzo di una pandemia – di non voler andare al voto.
Proverò ad essere urbano:
 più in là si andrà a votare più saranno evidenti tutte le falle che l’amministrazione regionale sta dimostrando nella gestione della crisi, dalle ordinanze pasticciate, dalla sceneggiata delle mascherine alla gestione sanitaria. Capisco quindi l’urgenza di Toti a votare subito, ancora col Coronavirus in mezzo alle strade.
Abbiamo fatto presente, e ne siamo convinti, che al momento il voto non è la priorità, per nessuno.

“La priorità è la salute dei cittadini – prosegue Garibaldi – 
La smetta il governatore in questa continua e arrogante campagna elettorale, inizi a rispondere alle numerose proposte del consiglio regionale e a comportarsi come il ruolo che ricopre richiederebbe.
Tanto dovevo”.

La contro replica di Toti: “Conosciamo bene l’allergia al voto del Partito Democratico che ormai governa solo dove non viene scelto dal popolo. Ma spararle così grosse pur di non ammettere la paura delle urne, lo trovo abbastanza imbarazzante. Il Pd Ligure sostiene che non vogliamo andare a votare in autunno per non fare emergere le nostre falle! Premesso che non è la priorità di nessuno ma solo un’ipotesi che non dovrebbe allarmare, anzi, tutti dovremmo remare nella stessa direzione. Se da giugno si potrà tornare alla graduale normalità non vedo perché si debba negare il diritto di voto in sicurezza: si chiama democrazia. Ma capisco la preoccupazione di molti del Pd nel dover rinunciare alla poltrona quando può essere tenuta per altri 6 mesi senza votare. In questo sono dei professionisti”. Così risponde in una nota su facebook il presidente di Regione Liguria.

“Vorrei però puntualizzare due cose – prosegue Toti – quando parlano di falle citando “ordinanze pasticciate e mascherine”. Mi tocco se ci sono, siete seri? Ordinanze pasticciate: ricordiamo che siamo stati i primi in Italia a chiudere in autonomia le scuole e che la nostra ultima ordinanza è stata copiata dal loro segretario e mio collega governatore del Lazio Zingaretti (sì, quello che prendeva aperitivi a Milano in piena emergenza invitando tutti a uscire di casa). Sceneggiata delle mascherine: se fossi nel Pd ligure non direi neanche una parola sulle mascherine. Il Governo, di cui il loro partito fa parte, non è stato in grado di fornirle neppure ai medici e quelle arrivate erano fallate e siamo stati costretti a procurarcele in autonomia e, fortunatamente, ci siamo riusciti. Non solo, siamo stati i primi in Italia a fare un accordo con Poste Italiane per farle recapitare direttamente nella cassetta della posta a tutti i liguri. Dài ragazzi, quelli a fare campagna elettorale siete voi. Ma se continuate così la fate solo a nostro favore!”

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