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Mani sul cuore e note di fanfara, l’inno di Mameli dovrà essere cantato prima delle sedute del consiglio comunale

Una mozione presentata da maggioranza e Pd punta a cambiare il regolamento dell'aula rossa "nel nome del patriottismo"

Genova. Si sta come gli Azzurri, sul campo, prima di una partita della Nazionale. Anche i consiglieri comunali genovesi, ben presto, potrebbero dover essere obbligati da regolamento a cantare – o quanto meno a simulare con il labiale – il “canto degli italiani”, più noto come “inno di Mameli”.

Nella prossima seduta del consiglio comunale sarà presentata, e probabilmente votata, una mozione bipartisan (il primo firmatario è Francesco De Benedictis, capogruppo di Noi con l’Italia) che impegna il sindaco e la giunta a promuovere le necessarie integrazioni al regolamento del consiglio comunale affinché “prima di ogni seduta venga suonato “il canto degli Italiani” nel nome del patriottismo conferendo maggiore solennità alle sedute”.

Nella mozione si fa riferimento ad altri Comuni dove ciò già accade, per esempio Massa, Montevarchi, Siena e L’Aquila ma a Genova la novità assumerebbe un significato ancora maggiore tenuto conto che l’inno debuttò pubblicamente proprio nel capoluogo ligure, il 10 dicembre 1847, sul piazzale del santuario della Nostra Signora di Loreto nel quartiere di Oregina, in occasione di una commemorazione della rivolta della città contro gli occupanti asburgici durante la guerra di successione austriaca. Nell’occasione, venne suonato dalla Filarmonica Sestrese, all’epoca banda municipale di Sestri Ponente.

La mozione è stata firmata da altri capigruppo di maggioranza – Alberto Campanella (Fratelli D’Italia, e come se no?), Lorella Fontana (Lega), Stefano Costa (Vince Genova), Mario Mascia (Forza Italia) – e solo uno di opposizione, Cristina Lodi (Pd). Curiosamente l’unico consigliere che potrebbe non sfigurare nell’esecuzione dal vivo dell’inno nazionale, ovvero Luca Pirondini (M5S), tenore e maestro d’orchestra, non ha votato la mozione.

Tra le modifiche al regolamento del consiglio comunale adottate durante l’amministrazione Bucci, a fine 2017, la decisione di introdurre nell’aula rossa un crocifisso a fianco del gonfalone di Genova, ma una tale carica di simbolismo patriottico non si percepiva dalla notte tra il 25 e il 26 giugno, quando – per festeggiare la vittoria del centrodestra – palazzo Tursi venne invaso da una gigantesca bandiera tricolore trasportata dai sostenitori del neo sindaco.