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Progetti dimenticati

L’insolito destino di Ponte Parodi, l’incompiuta che nessuno abbandona

Una delle opere di riqualificazione del waterfront genovese più discusse e criticate

Genova. Nonostante il ritardo, ormai di anni sulla tabella di marcia Ponte Parodi, una delle opere di riqualificazione del waterfront genovese più discusse e criticate potrebbe arrivare a una conclusione che, a sorpresa, potrebbe anche essere positiva. Nonostante la lentezza, infatti, si stanno completando le opere strutturali sul molo e, a quel punto, potrebbero prendere vita anche i cantieri per la trasformazione dell’area in un nuovo parco urbano sul mare, con tanto di parcheggi sotterranei e attività commerciali.

A spiegarlo e’ Ariel Dello Strologo, Presidente della Porto Antico SPA, che ha un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’opera. “Sicuramente delle grandi incompiute della nostra città – sottolinea- e purtroppo, pur essendo partita con un progetto molto bello e molto importante, si è poi arenata per diversi problemi legati soprattutto alla liberazione del molo e alla ricollocazione dei soggetti che su quel molo si trovavano. Ma, anche se con moltissima lentezza. negli anni il percorso e’ stato portato avanti”.

Per adesso, quindi, i lavori sono ancora alla fase preliminare e, dopo la riprofilatura dei moli si è sta concludendo anche la cinturazione, che è la realizzazione di quelle grandi pareti che dovrebbero consentire di fare il parcheggio delle automobili sott’acqua. “La cosa che può lasciare un po’ sorpresi – continua Dello Strologo – e’ che gli imprenditori francesi di Altarea, che dovevano realizzare il progetto, non si sono mai tirati indietro. D’altra parte l’Autorità portuale che, se pur con lentezza, ha portato avanti i lavori preliminari, non ha mai comunicato di voler abbandonare il progetto”.

Ponte Parodi, quindi, fino a quando qualcuno non deciderà di abbandonare il progetto, resta valida anche se, inevitabilmente sarebbero necessarie alcune “rimodulazioni” rispetto a quella che era l’idea primaria. “E’ chiaro che il tempo che è passato, che tra l’altro è stato attraversato da una grave crisi economica, ha visto modificate le prospettive anche di questo tipo di intervento. Pero’ – conclude Dello Strologo – se non si arriva ad immaginare un cambiamento di scena noi, che ci troviamo in mezzo tra l’ente concedente del molo e l’imprenditore privato che deve realizzare l’operazione, dobbiamo andare avanti”.

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