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“Controllate le palme nel vostro giardino”. Santa Margherita (ma non solo): ora è allarme da punteruolo rosso

Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure)

Santa Margherita Ligure. Ora è allarme, perché l’infezione minaccia di propagarsi incontrollabile. Succede a Santa Margherita Ligure ed il colpevole è lui: il famigerato punteruolo rosso. Il micidiale parassita delle palme, giunto forse attraverso la piantumazione di un albero già infestato in un terreno privato, è stato rinvenuto su uno storico esemplare sito all’interno dell’Istituto San Giorgio, in via Maragliano, di proprietà dell’Autorità Portuale di Genova. Immediata è scattata l’ordinanza di abbattimento della palma, ormai al collasso.

L’assessore all’ambiente, Michele Corrado, ha manifestato tutta la sua preoccupazione questa mattina, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno presenziato anche l’agronomo dell’Ente Parco di Portofino Antonio Battola ed esponenti di Comuni limitrofi come Rapallo e Portofino, immediatamente allertati e preoccupati dalla rapidità con cui il punteruolo si propaga di albero in albero. Il rischio, complice anche la difficoltà di contrastarne la diffusione, è quello di un’alterazione del profilo paesaggistico del Tigullio, che nelle palme ha uno dei suoi tratti peculiari.

“A Febbraio 2011, dietro lo stimolo dato dalla presenza del parassita nella Riviera di Ponente – ricorda Corrado – il Comune di Santa Margherita organizzò sul tema un convegno scientifico a Villa Durazzo, segno dell’attenzione riservata da tempo a questa minaccia”. Poche le armi, però, che la scienza mette a disposizione dei territori colpiti: non esiste ancora, infatti, un intervento risolutivo che possa arrestare la propagazione del coleottero. Una diagnosi tempestiva può solo rallentarne la diffusione e consentire interventi curativi della pianta in attesa che la ricerca porti a risultati più incisivi.

“Oggi è fondamentale che tutti prendano coscienza del problema, in particolare i privati nei cui giardini siano presenti delle palme – conclude Corrado – Chiediamo a loro, e ai giardinieri che hanno in cura i terreni, di allenare l’occhio a riconoscere i sintomi dell’infestazione, ovvero foglie seghettate e chiome asimmetriche, e in caso di sospetta presenza del punteruolo rosso avvisare immediatamente il Comune di appartenenza affinché siano tempestivamente assunte le decisioni più idonee. Ricordo che le piante affette devono essere tagliate e smaltite secondo un preciso protocollo regionale che ne prevede l’isolamento e la triturazione. Non bisogna ricorrere, in alcun modo, a metodi empirici o ad abbattimenti sommari”.

Nei prossimi giorni, per aumentare l’efficacia dell’azione di contrasto, nascerà un tavolo tecnico di coordinamento tra gli uffici dei Comuni di Santa Margherita, Rapallo e Portofino.