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Spediporto

Il progetto

L’idea di Spediporto: una fondazione pubblico-privata per la Green Logistic Valley in Valpolcevera

La proposta lanciata dagli spedizionieri durante l'assemblea pubblica a Genova. Nel progetto anche una "vertical farm" e 4mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici

Generica

Genova. Una fondazione in partecipazione per attuare il grande progetto della Green Logistic Valley in Valpolcevera, un piano per la trasformazione delle aree industriali dismesse puntando sulla logistica e sulla sostenibilità, con l’aiuto delle semplificazioni amministrative della zona logistica semplificata che dovrebbero attrarre nuove aziende e investimenti. È l’idea lanciata oggi da Spediporto durante l’assemblea pubblica al Palazzo della Borsa di Genova con circa 300 tra figure istituzionali, del mondo economico, politico e del settore marittimo.

“Oggi lanciamo la proposta di una fondazione in partecipazione che vorremmo chiamare Green Logistic Valley e che siamo certi possa essere una sintesi estremamente efficace ed efficiente di eccellenze liguri nel settore della manifattura che utilizzano la logistica come strumento per portare nel mondo quanto di meglio questa regione e il Nord Ovest possano offrire ai mercati internazionali – spiega il direttore generale Giampaolo Botta -. È una proposta strutturata, che parte dall’idea che la logistica non debba essere considerata solo uno strumento al servizio dell’industria, ma uno strumento al servizio del territorio, soprattutto della Valpolcevera, che ha bisogno di un forte rilancio internazionale”.

Anche gli enti locali, Comune di Genova e Regione Liguria in primis, potrebbero entrare a pieno titolo nella fondazione. “Oggi proponiamo la costituzione di un soggetto giuridico nuovo pubblico-privato che faccia da capofila di una serie di iniziative pubblico-private – continua Botta -. Stiamo lavorando alla mappatura di aree della Valpolcevera che possono rivestire un interesse strategico per la nostra progettualità. È ancora presto per parlare di aree, ne stiamo studiando e verificando diverse con l’aiuto del Municipio e degli assessori competenti. Anche questo è indicativo di una visione inclusiva”.

Inclusione e sostenibilità sono le parole chiave. “È un’idea ambiziosa e di cui vogliamo parlare con il territorio. Il coinvolgimento di chi vive, opera e anche di chi amministra queste zone è essenziale perché il vero 16progresso è tale solo se i suoi benefici riguardano un’intera comunità. Vogliamo pensare anche a coloro che oggi fanno fatica a trovare un lavoro per le ragioni più diverse, compresa quella di una minor fortuna in termini di salute e, invece, potranno farlo a due passi da casa, in strutture moderne e avveniristiche. Questa non deve essere una speranza ma un obiettivo ben chiaro”, chiarisce il presidente Andrea Giachero.

Generico marzo 2024

Tra le idee c’è l’avvio di una vertical farm, una struttura per la produzione in serra di coltivazioni tipiche del territorio (come il basilico con la coltura idroponica) con secondo step di lavorazione in laboratorio per dare vita non solo a prodotti alimentari ma anche cosmetici e farmaceutici. Una farm altamente tecnologica, con robotica e intelligenza artificiale protagoniste, per risparmiare il 98% di acqua rispetto alle coltivazioni tradizionali. Si parla poi di una comunità energetica con panelli fotovoltaici installati sui tetti.

“Stiamo facendo una cernita delle aree che potranno ospitare una comunità energetica usando tutti i tetti delle attività produttive per installare oltre 4mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici – spiega il presidente del Municipio Federico Romeo -. Ci sarà un’area identificata su cui fare un processo di elettrificazione di tutta la catena della logistica, ma anche una vertical farm che sarà una grande novità di relazione con le aziende agricole sul nostro territorio. Ci stiamo lavorando”.

Cosa manca per partire? La partenza vera della zona logistica semplificata. “Attendiamo con ansia la decisione del governo di sancire finalmente l’inaugurazione di questo importantissimo strumento giuridico cui sommare i benefici delle zone doganale intercluse”, ribadisce Botta. “Il presidente deve essere nominato dal ministro Urso, continuiamo a chiederlo. Ho cercato di andare avanti aspettando la nomina, ma è necessaria la nomina per poter fare il decreto attuativo”, incalza anche il sindaco Marco Bucci. “C’è stato un passo avanti da parte del Governo, il ministro Fitto finalmente ha dato il via alle Zls. Bisogna correre per andare a individuare un board in grado di dare un respiro alle aree portuali retrostanti e a tutto il Nord Ovest”, risponde il viceministro Edoardo Rixi.

Generico marzo 2024

La relazione del presidente Andrea Giachero ha sottolineato le difficoltà vissute dal comparto negli ultimi mesi, anche per effetto delle tensioni su Suez, con i porti europei che hanno registrato molti segni meno e dove anche il porto di Genova ha chiuso il 2023 con valori negativi. Ma anche altri aspetti dell’economia sono in sofferenza e per questo è necessario trovare nuove strade.

Per Botta “il tema della Zls è centrale per sostenere iniziative come questa, perché puntare su sostenibilità e inclusione è fare una scommessa vincente sul futuro”. Una tesi che ha avuto il pieno supporto della professoressa Giovanna Dossena del fondo Avm che ha sottolineato gli aspetti legati agli investimenti in questo settore, mentre Luca Mario Bonardi di Duferco Engineering ha illustrato le iniziative già intraprese in altre zone d’Italia e che potrebbero essere replicabili in Valpolcevera. A Lorenzo Cuocolo, presidente di Filse, è toccato poio il compito di illustrare gli aspetti anche formali di quella che viene identificata come la modalità più consona per il lancio della Green Logistic Valley, ovvero una fondazione in partecipazione tra soggetti pubblici e privati.

“Nei prossimi dieci anni Genova e la Liguria saranno i luoghi in Italia dove arriveranno più investimenti infrastrutturali. Stiamo parlando di miliardi di euro che saranno strategici anche per potenziare i nostri porti e la nostra logistica: pensiamo ad esempio al Terzo Valico, alla nuova diga che presto offrirà più spazi marittimi a Genova, alle nuove banchine, al passante ferroviario, ai treni completamente nuovi di cui Regione Liguria ha dotato il servizio di trasporto pubblico, tutte azioni che vanno nella direzione del recupero del territorio e dell’integrazione tra mare e città -, commenta il presidente ligure Giovanni Toti – La chiave per lo sviluppo sta proprio nell’integrazione tra i vari punti della catena logistica, e occorre quindi lavorare per espanderla ancora di più. Pensiamo all’interporto di Alessandria, che verrà realizzato da Ferrovie e che diventerà un ulteriore bacino retro portuale per le nostre banchine o, rimanendo a Genova, a quella nuova viabilità separata tra città e porto nel ponente cittadino, con i nuovi varchi d’accesso e la nuova sopraelevata portuale, che sono un’ulteriore integrazione in termini logistici con il tessuto cittadino. C’è ancora tanto da costruire – conclude il presidente Toti – ma la direzione è indubbiamente questa: sostenibilità economico-sociale, indispensabile per qualsiasi politica, e di sostenibilità ambientale, che deve però discende evidentemente dalla sostenibilità economica e sociale. Non ci può essere tutale dell’ambiente senza equità sociale e senza produzione di ricchezza”.

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