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Commemorazione Venturini, cinquecento al presidio antifascista. Infranto lunotto di auto esponenti estrema destra fotogallery

Qualche attimo di tensione a fine manifestazione. Alla commemorazione presente anche il consigliere comunale Sergio Gambino

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Genova. Oltre cento esponenti di estrema destra protetti da cordoni di polizia e transenne all’interno dei giardini di Brignole. Fuori, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine, circa cinquecento antifascisti che avevano convocato un presidio per contestare una commemorazione che il presidente dell’Anpi Genova Massimo Bisca ha definito come “una manifestazione di carattere politico che celebra il fascismo e le sue nefandezze e che non dovrebbe essere consentita”.

Manifestazione Venturini e antifascisti 4 maggio

In piazza nel presidio antifascista che si è tenuto tra piazza Verdi e via Fiume, di fronte agli “alari” della polizia, barriere metalliche alte cinque metri per impedire che i due gruppi arrivassero a contatto, hanno partecipato i militanti di Genova Antifascista, insieme ad Anpi, Cgil, Arci, comunità di San Benedetto e diverse sigle di partiti di sinistra.

I militanti di estrema destra hanno parcheggiato le auto in viale Caviglia e da lì “intruppati” hanno raggiunto la piazza dove è posizionata la targa dedicata al militante missimo Ugo Venturini, colpito da una bottigliata in testa il 18 aprile 1970 durante un comizio di Almirante proprio in piazza Verdi e morto diversi giorni dopo.

Davanti alla targa i militanti dei principali movimenti di estrema destra, da Casapound a Lealtà Azione, da Azione Frontale a Forza nuova, hanno posizionato una corona di fiori firmata “I camerati” e srotolato uno striscione con scritto “Ugo Venturini presente”, chiamata che è stata ripetuta per tre volte risuonando nella piazza mentre a distanza gli antifascisti replicavano con “Bella ciao”.

Alla commemorazione di Venturini hanno partecipato anche Gianni Plinio che ora milita in Casapound e il consigliere delegato alla protezione civile del Comune di Genova di Fratelli D’Italia Sergio Gambino, quest’ultimo in posizione defilata. Presente in prima fila anche il leader di Casapound Gianluca Iannone.

Al termine della commemorazione quando i neofascisti, sempre scortati dalla polizia, hanno raggiunto le auto, il presidio antifascista si è mosso in corteo lungo viale Brigate Partigiane fino a raggiungere lo schieramento di polizia disposto per favorire l’allontanamento dei militanti di estrema destra.

A quel punto, improvvisamente, alcuni manifestanti si sono messi a urlare in direzione delle auto che lasciavano piazza della Vittoria e, sfuggendo al controllo della polizia, sono partiti in particolare all’inseguimento di un’utilitaria che un manifestante ha danneggiato sfondando il vetro posteriore con una cinghiata.

A quel punto il reparto mobile è partito con scudi e manganelli in una breve carica trascinando a terra e trattenendo brevemente il manifestante che aveva poco prima lanciato la cinghiata contro l’auto. Poi la situazione è tornata tranquilla. Il manifestante, identificato dalla Digos, sarà denunciato per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, reato che dopo la visione dei filmati della polizia scientifica da parte della Digos potrebbe essere attribuito anche ad altri fra quelli che si sono contrapposti al reparto mobile.