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Cronaca

Tigullio, depuratori: stretta finale sui siti, al vaglio soluzione unica per Fontanabuona

Fontanabuona. Un depuratore comprensoriale unico per tutto il Tigullio, entroterra compreso, da collocare preferibilmente in Fontanabuona. La proposta arriva dal capogruppo provinciale dei Verdi Angelo Spanò che, a questo proposito, ha chiesto specifiche informazioni direttamente all’assessore provinciale alle politiche delle acque Perfigli.
“Una proposta ‘risparmiosa’ – l’ha definita Spanò – che ottimizzerebbe la gestione e offrirebbe incentivi e ritorni economici al Comune ospitante. Bisogna evitare che ogni piccolo Comune faccia il suo piccolo depuratore”.

L’assessore Perfigli nella risposta premettendo che si tratta di “un tema particolarmente complesso e importante che va trattato con i dovuti approfondimenti”, ha poi aggiunto che comunque “sui depuratori del Tigullio siamo in una fase molto stringente per individuare i siti” anche se “il tema non riguarda tutto il Tigullio, perché a Santa Margherita sono in corso di completamento le opere per il nuovo depuratore”, sempre sperando che in breve tempo siano risolti i problemi della frana che li aveva fermati. A Rapallo, dove tempi molto stringenti sono imposti dalla Corte Europea che ha rilevato infrazioni, “si sta affrontando il nodo – ha poi spiegato l’assessore provinciale – molto complesso perché suscita anche reazioni sull’impatto territoriale e sociale, del nuovo impianto”.

Quando si pensò a San Colombano per il depuratore della Fontanabuona, la proposta si era rivelata molto difficile rispetto alle numerose condizioni poste dal Comune, difficilmente praticabili. “Gli incontri per verificare la possibilità di definire un’area che dia risposte comprensoriali per più Comuni stanno proseguendo – ha detto Perfigli – e va sottolineato che è fondamentale, giusto e corretto che si parta dalla disponibilità effettiva del Comune di competenza, attraverso i suoi strumenti urbanistici, come attualmente è in corso il confronto con i Comuni di Lavagna e Sestri Levante. Esistono comunque problematiche tecniche per diverse ragioni, perché i nuovi impianti richiedono come soluzioni più idonee siti vicini al mare e distanti almeno cento metri dall’abitato. In ogni caso – ha concluso l’assessore – abbiamo sollecitato i Comuni a indicare al più presto soluzioni ritenute idonee per gli impianti”.