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La panoramica

Green pass e vaccini, tanti gli interrogativi sulle regole: si possono licenziare i no vax?

Sanità, trasporti e scuola i settori attualmente più "colpiti" dai decreti, ma non mancano i paradossi

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Liguria. Può essere licenziato un lavoratore “no vax”? Secondo la Corte europea dei diritti umani , ma solo ad una condizione, ovvero che sia introdotto per tutti i lavoratori l’obbligo vaccinale. Al momento, quindi, anche coloro che decidono di non sottoporsi all’iniezione anticovid possono tenersi stretto il proprio posto di lavoro, anche se alcune categorie possono andare incontro a sospensioni e mancata retribuzione.

Tre sono i settori in cui vige l’obbligo del vaccino o del green pass: sanità, trasporti e scuola. Nel primo caso, la vaccinazione costituisce un “requisito essenziale” all’esercizio della professione – rischio demansionamento, sospensione e decurtazione dello stipendio (in Liguria sono stati 142 i casi) -, mentre negli altri due è possibile anche sottoporsi a continui tamponi ogni 48 ore. Un’alternativa sicuramente non pratica, ma comunque concessa dal governo (possono ottenere il certificato verde anche coloro che sono guariti dal Covid-19).

Ma se green pass, quindi, non significa per forza (o quasi) obbligo vaccinale, diverso è il metodo di applicazione delle norme. Da una parte, infatti, ci sono luoghi in cui è imposto al lavoratore e dall’altra solo ai clienti, generando così parecchia confusione.

Nel dettaglio, un operatore sanitario che sia esso un medico, un infermiere o un oss è obbligato ad essere vaccinato, salvo la presentazione della documentazione che lo esenti dall’iniezione, ma la stessa cosa non vale per i pazienti. Così come avviene per i trasporti, da ieri, mercoledì 1 settembre, infatti, è possibile salire su un mezzo a lunga percorrenza (pullman, aereo o treno) solo mostrando il green pass, ma lo stesso obbligo non vige per il personale a bordo, nonostante sia a stretto contatto con i passeggeri.

E nei trasporti la giungla di regole si fa ancora più fitta e paradossale. Se, infatti, da Savona si vuole raggiungere Genova in treno, nel caso in cui si salisse a bordo di un Frecciabianca o di un Intercity occorrerà il green pass, mentre se il convoglio utilizzato è un regionale non servirà. Stessa scenario per i bus, se da Cairo Montenotte voglio andare a Cortemilia dovrò mostrare il certificato verde, mentre se rimango all’interno della Liguria no. Presto, però, potrebbero arrivare cambiamenti in tal senso, con la possibile decisione di estendere il passaporto verde anche al trasporto locale.

E la scuola? Possono accedere agli istituti solo il personale scolastico e gli studenti universitari vaccinati, guariti o tamponati. Nessun obbligo, almeno per ora, invece per gli alunni delle medie e superiori (attualmente il vaccino è stato approvato solo per gli over 12) che dovranno seguire, però, le nuove linee guida pubblicate ieri dall’Istituto superiore della sanità.

Diverse sono state le polemiche degli insegnati che da ieri sono obbligati a mostrare il green pass alle porte di ingresso, alcuni dei quali hanno presentato al Tar del Lazio delle istanza per chiedere la sospensione di tutti i provvedimenti adottati dal ministero dell’Istruzione riguardo all’obbligo della certificazione verde per il personale scolastico. Istanze che sono state respinte dal Tribunale amministrativo regionale.

L’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione e la mancata adibizione ad altre e diverse mansioni è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni, specie di quello docente”, hanno scritto i giudici esprimendosi a favore del decreto governativo.

Tra manifestazioni, polemiche, paradossi, contraddizioni, ma anche e soprattutto l’obiettivo di poter uscire dalla pandemia, o per lo meno imparare a convincerci, il green pass rimane, e probabilmente rimarrà anche nei prossimi mesi, il tema più discusso. Sempre che il numero degli immunizzati in autunno non spinga il governo ad introdurre definitivamente e “chiaramente” l’obbligo vaccinale. E in quel caso avrà l’ok da parte della Corte di Strasburgo che ha respinto il ricorso dei vigili del fuoco francesi sull’imposizione del vaccino creando un importante precedente a livello europeo.