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L'analisi

Transizione energetica e commesse a rischio, i lavoratori di Ansaldo energia all’azienda: “Diversificare la produzione”

Un appello alla riflessione da parte dell'rsu per non trovarsi impreparati di fronte a un futuro sempre più "green"

nuova turbina ansaldo

Genova. Diversificare la produzione di Ansaldo Energia affiancando la produzione di turbine a gas con altri elementi legati all’eolico, al fotovoltaico all’elettrico. E’ l’appello alla riflessione lanciato dall’rsu di Ansaldo energia che parte da una questione contingente ma soprattutto guarda al futuro, che non è lontano come sembra.

L’elemento contingente riguarda un paio di commesse per la riconversione di altrettante centrali da carbone a gas a Fusina in provincia di Venezia e alla Spezia il cui iter autorizzativi – in capo al ministero alla transizione energetica – sono fermi al palo con scadenza al 30 giugno.

Ma al di là del fatto che questa scadenza, come si augurano i vertici dell’azienda, secondo quanto riportato questa mattina dal Secolo XIX potrebbe essere prorogata e le due commesse a rischio andare quindi in porto (circa 200 milioni complessivi), la questione è più ampia. E non è da poco conto visto che Ansaldo energia impiega a Genova 2300 lavoratori diretti.

La cosiddetta transizione energetica (il passaggio dall’utilizzo dei combustibili fossili, come gas e carbone, all’utilizzo delle energie rinnovabili) è al centro delle politiche economiche del Governo Draghi, in linea con il piano strategico della UE (Recovery Plan) che destina ben 70 miliardi di euro, sui 210 complessivi spettanti all’Italia, al Ministero della Transizione Ecologica che fa capo a Roberto Cingolani. In un’intervista di qualche settimana fa il Ministro Cingolani sostiene che entro il 2030 in Italia il 70% di energia elettrica totale dovrà essere prodotta da centrali che utilizzano energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico ecc ecc): è un obiettivo in linea con le indicazioni della UE e della IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia) per ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro i prossimi 10 anni. Sempre secondo la IEA l’impiego del gas a livello globale dovrà diminuire del 55% e azzerarsi quello del carbone nei prossimi 30 anni.

“Il gas naturale è il combustibile fossile di maggior resilienza, ma con andamenti differenziati per aree: in crescita nell’area asiatica (come sostituto del carbone) ma in lento declino nelle aree avanzate – spiega l’rsu nel documento che ha consegnato all’azienda – Questo è lo scenario che avremo di fronte nei prossimi anni e che merita, secondo noi, una riflessione comune sul futuro di Ansaldo Energia, produttore di centrali elettriche a gas”.

I dati indicano che “anche se l’impiego di gas per generare elettricità non scomparirà all’improvviso e la sostituzione con le energie rinnovabili sarà graduale la direzione verso la green economy sarà predominante”.

Per questo, secondo i lavoratori, è necessario partire fin da ora con “una riflessione comune su una possibile diversificazione delle produzioni affiancando al gas produzioni legate all’eolico, al fotovoltaico all’elettrico”.

“Per quanto riguarda l’eolico – spiega Federico Grondona rsu Fiom – non possiamo produrre le pale nel nostro capannone ma certamente possiamo produrre le turbine che le fanno girare, così come potremmo affiancare il gas a elementi del fotovoltaico. Il documento, che abbiamo volantinato in fabbrica lo abbiamo inviato all’azienda che incontreremo i primi giorni della prossima settimana per fare il punto sulle commesse che devono arrivare e sono ferme. In quella sede chiederemo di aprire una discussione sul futuro di respiro più ampio”.

E se le commesse dovessero saltare? “E’ il governo che sta bloccando l’iter, ed è sempre il governo attraverso Cassa depositi e prestiti ad essere azionista all’88% di Ansaldo energia. Quindi è il governo che ci deve dire cosa dobbiamo produrre”

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