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Regionali Liguria, la proposta di Caterina Fabbrizio: “Un assessorato per arginare le ‘fughe’ dei giovani”

La candidata: "Per migliorare la sanità serve un sistema fatto di presidi diffusi e di un rapporto più diretto tra medico e paziente"

Genova. Trentanove anni e una figlia di 7, Caterina Fabbrizio, professione avvocato penalista, è candidata per Forza Italia alle Regionali del 20 e 21 settembre.

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Nel programma un’attenzione particolare al mondo del lavoro e soprattutto ai giovani per tentare di arginare le ‘fughe’ verso altre Regioni: “E ‘ un tema che mi preme particolarmente – spiega – visto che mi sono resa conto che tanti miei coetanei hanno dovuto lasciare la Liguria per trovare un lavoro e una casa e si sono creati una sistemazione quindi al di fuori dalla nostra Regione”.

La proposta è chiara: “La mia idea è quella di creare un assessorato contro le “fughe”, che lavori in coordinamento con gli altri uffici e assessorati, da quello al Lavoro a quello allo Sviluppo economico, per cercare di trattenere qui le nostre forze. Ad esempio penso alle aziende che vogliono trasferire gli uffici in altre Regioni e che dovrebbero essere incentivate a cambiare idea. Se per esempio i costi degli affitti degli uffici sono troppo alti un assessorato di questo tipo dovrebbe aiutare le aziende a trovare sedi meno onerose”. Per Fabbrizio inoltre “Occorrerebbero anche degli incentivi per le aziende che decidono di ‘rientrare’ nella nostra Regione”.

Altro tema fondamentale che la Regione dovrà affrontare nei prossimi mesi riguarda la scuola ai tempi del Covid: “Finché la situazione non migliorerà – dice la candidata – la Regione dovrebbe cercare di intervenire dove ha potere e competenze, trovando per esempio edifici che abbiano la capienza per accogliere un gran numero di studenti oppure creando un sistema di accompagnamento per evitare che si formino assembramenti al di fuori degli edifici scolastici”.

Inevitabile parlare di sanità, vista la situazione dei contagi anche nella nostra Regione. C’è qualcosa per il passato che poteva essere gestito meglio? ““Certamente è facile parlare con il senno di poi, ma forse con un maggior numero di tamponi e un’assistenza domiciliare più adeguata i danni sarebbero stati forse un minimo contenuti”.

Per Fabbrizio per migliorare la sanità in Liguria occorre puntare su un sistema sanitario più diffuso, con presìdi territoriali più numerosi e un rapporto più diretto tra il paziente e il sanitario. E’ importante che il paziente che manifesta sintomi invece di dover accedere direttamente in ospedale possa avere un’assistenza domiciliare o telefonica nei casi più lievi o un ambulatorio vicino dove recarsi prima di accedere alla struttura centrale. Mi piacerebbe inoltre che ci fosse un sistema di turnazione dei medici di famiglia in modo che possa essere garantita l’assistenza h24”.