Genova, Medio Levante a rischio stallo: Municipio spaccato a metà sul nuovo presidente - Genova 24
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Genova, Medio Levante a rischio stallo: Municipio spaccato a metà sul nuovo presidente

municipio medio levante

Genova. Il Municipio Medio Levante è a rischio stallo. Prima la sfiducia al presidente Fabio Orengo, a seguito dell’inchiesta sugli appalti pilotati, ora l’elezione del nuovo capo giunta, prevista per questa sera ma che, invece, potrebbe slittare al 10 marzo o forse ancora più in avanti.

Dopo la mozione per far cadere Orengo, proposta dall’opposizione ma votata anche da pezzi della sua stesse maggioranza, non è stato possibile commissariare il parlamentino, in parte perchè non si è trattato di dimissioni e in parte perché fuori tempo massimo consentito.

Oltre alla necessità imposta di eleggere un nuovo presidente a poche settimane dallo scioglimento del consiglio per fine mandato, un’altra beffa si profila all’orizzonte.

Stasera è infatti possibile, se non probabile, che si giunga a un sostanziale e immobile pareggio: 11 voti per Annamaria Galli, attuale vicepresidente del consiglio municipale in quota Udc, su cui convergono i voti di un’ampia opposizione che ha scelto lei per “continuità istituzionale”, due voti per Giuseppe Damasio da parte dello stesso e dal collega Mario Cicchetti (Gruppo Lealtà), e infine 11 voti per Angelo Gattorna, già capogruppo Pdl, candidato dalla maggioranza di Orengo.

Sulla candidatura di Gattorna, già provvisto di un programma e soprattutto di una giunta, la minoranza punta il dito: “Ben venga il programma, ma avere già pronto l’esecutivo desta qualche sospetto – commenta Alberto Pandolfo, consigliere Pd – in giunta entrerebbero Donatella Pallotta, Francesco Massa, gli unici a non votare la sfiducia di Orengo, e Roberto Di Prina, della Lega Nord”. La dimostrazione che “esista l’influenza dell’ex presidente” sta anche nel fatto che “Anna Palmieri, tutt’ora nel Pdl, ha votato la sfiducia ma non sarebbe tra i papabili della giunta Gattorna”.

Nel caso stasera l’elezione del nuovo presidente consegnasse un pareggio, i consiglieri tornerebbero a votare il 10 marzo, senza per altro nuove certezze definitive. “Questa alchimia è tipica della politica ma agli occhi esterni può sembrare una perdita di tempo e per questo va risolta a breve”, conclude Pandolfo. Per ora il consiglio municipale ha comunque continuato a lavorare, da stasera in poi, si vedrà.

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