Cronaca

Assoluzione Delfino, c’era “ragionevole dubbio”: depositate le motivazioni della sentenza

Genova. L’unico elemento fondato delle varie ipotesi sull’uccisione di Luciana Biggi è “la certezza che l’aggressione sia stata condotta per immobilizzare la vittima e con notevole violenza, come testimoniano le ecchimosi”. E’ quanto emerge dalle motivazioni della sentenza che ha portato all’assoluzione Luca Delfino, accusato di aver ucciso la sua ex compagna nell’aprile 2006 nei vicoli del centro storico.

“Non è chiaro – si legge poi nelle motivazioni della sentenza – perché la Biggi sia andata nel vicolo: ma tra le varie ipotesi non è da escludere quella che cercasse ancora dello stupefacente e che sia andata alla ricerca di uno spacciatore al quale abbia proposto di pagare la droga con prestazioni sessuali, situazione poi degenerata. Né si può escludere che la Biggi sia finita vittima di un tentativo di violenza sessuale o di una rapina”.

La ricostruzione delle modalità dell’aggressione a Luciana Biggi, secondo i giudici della corte d’Assise di Genova “lascia spazio a plurime ipotesi ricostruttive disegnando uno ‘scenario aperto’ in cui non tutte le ipotesi sono compatibili con la prospettiva accusatoria”.

In conclusione secondo quanto scritto nelle motivazioni, Delfino potrebbe aver aggredito Luciana Biggi ma la mancanza di prove sufficienti ne ha imposto ai giudici l’assoluzione.

“Sugli accertamenti scientifici hanno pesato l’inquinamento del quadro probatorio probabilmente non del tutto evitabile e il mancato reperimento dell’arma del delitto – scrivono i giudici – il quadro probatorio permette anche di ritenere che l’ipotesi dell’aggressione del Delfino sia la più plausibile tra le varie ipotizzabili” ma c’è un “ragionevole dubbio sulla colpevolezza del Delfino proprio perché l’ipotesi più plausibile non si fonda su elementi indiziari forti”.