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Rete Parchi Marini: presentati i primi risultati

Genova. Sono stati ufficialmente presentati i primi risultati della “Rete dei Parchi Marini in Liguria”: primo network italiano del quale fanno parte tutte le aree protette liguri, siano esse di istituzione nazionale o regionale.

“Se si pensa ad ognuna delle cinque Aree Marine Protette della Liguria – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Renata Briano – come ad un dito, allora è facile immaginare la Rete delle Aree Marine Protette come una grande mano che lavora costantemente per difendere e sostenere un habitat naturale straordinario, collocando al centro il Santuario dei cetacei. Si tratta di un lavoro molto importante da cui traggono benefici sia diverse specie animali e vegetali, sia molte attività sostenibili dell’uomo. È questa un’ulteriore dimostrazione a sostegno di chi, come me, crede fermamente che l’ambiente non debba essere vissuto come un limite, ma come una grande risorsa”.

“La Rete costituisce un primo passo per avere un’offerta turistica più strutturata e competitiva a livello internazionale – sottolinea l’assessore al Turismo Angelo Berlangieri – da tempo stiamo cercando di far concepire la vacanza come un’opportunità per conoscere maggiormente la cultura del mare e tutte le attività ad esso legate, quali: subacquea, snorkeling, vela ecc. La Rete da forza alla Regione Liguria non soltanto dal punto di vista naturalistico ma anche dal punto di vista del turismo, perchè permette di diversificare l’offerta legata al mare”.

“I 5 Parchi Marini in Liguria, – ha dichiarato Simone Bava Direttore dell’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi – oltre ad una innegabile attrattiva terrestre dovuta ad una eccezionale bellezza del paesaggio e dei borghi marinari, rappresentano la maggior parte degli habitat del Mediterraneo, ora tutelati e gestiti insieme, con delle univoche politiche di governance. I recenti fatti legati alla probabile negazione da parte dell’UE di continuare a pescare il cicerello, il rossetto ed il bianchetto in Liguria, ci devono ricordare che le attività legate al turismo sostenibile, devono sempre più essere oggetto di progetti di sviluppo condivisi tra gli interlocutori privilegiati dei settori ambiente, della pesca e turismo. Nell’anno a venire dovremo procedere nella direzione intrapresa anche dovendo fare i calcoli con i grossi tagli di finanziamenti previsti. Ne va di un settore terziario, il turismo, che ha sempre più bisogno della qualità ambientale e delle buone pratiche d’uso, che ne aumentino la competitività nel contesto europeo”.

A neanche un anno dall’istituzione della Rete molti sono stati i risultati ottenuti: il monitoraggio della nautica da diporto ha permesso di censire più di 30.000 unità che nel periodo estivo hanno sostato nella Rete dei PML; per la subacquea sono stati valutati un numero superiore ai 100.000 tuffi/anno: valori che catapultano la Regione Liguria tra i prime a livello nazionale.