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Calcio, Cogoleto: “Cinque domande” ad Alessandro Bianchi, il “puntero” granata

Cogoleto. Nello scorso week end il Cogoleto ha superato di slancio il Bragno, per 2-0, portandosi così al quarto posto della graduatoria nel campionato di Promozione, girone A.

Protagonista indiscusso della gara è stato l’attaccante rivierasco Alessandro Bianchi, che ha spianato la strada, ai granata, verso il successo contro i quotati avversari della Val Bormida, realizzando con freddezza un penalty.

Gli attaccanti si devono sempre nutrire di goal, certo che, dal dischetto, le responsabilità aumentano, vero?

“Chi gioca davanti ha nel dna la voglia di segnare… ma più che per la rete messa a segno, sono contento perché questi tre punti ci lanciano al quarto posto in classifica e ci permettono di preparare al meglio la gara contro il tosto Serra Riccò. Poi, se mi consenti, vorrei ricordare che questo rigore era il primo che calciavo dopo l’infausta partita di spareggio persa contro la Veloce…. e, per un attimo mentre mi accingevo al tiro, ho avuto un flash back di quel momento… e la rabbia che mi è salita dentro, mi ha incredibilmente dato sicurezza e la forza necessaria a superare un portiere del valore di Binello”.

Da tanti anni, a parte due parentesi nel Libraccio di Arenzano, giochi nel Cogoleto… cosa rappresenta per te la “camiseta” granata?

“Mi sento parte integrante di questa società, che mi ha concesso i momenti migliori della mia attività sportiva. Mi sembra banale dire che è un po’ come casa mia, ma è davvero la sensazione che provo ogni volta che entro o esco dagli spogliatoi”.

Quali sono i veri obiettivi che vi siete posti?

“La nostra meta sono i quaranta punti, che dovrebbero garantire la permanenza in Promozione. Una salvezza senza patemi d’animo ci consentirebbe anche l’opportunità di raccogliere qualche soddisfazione, tipo quella di domenica scorsa. Chiaro che se arrivasse qualcosa in più, sarebbe ben accetto”.

Il ricordo più bello al quale sei legato in questi anni con il “tuo” Cogoleto?

“A livello di squadra, senza ombra di dubbio, il successo nel campionato di Prima categoria, dopo averne messo le basi negli anni precedenti. A titolo personale, la doppietta realizzata lo scorso torneo alla Sestrese, società storica del calcio genovese, che ho sempre ammirato”.

Quale importanza dai al gruppo, all’interno dello spogliatoio?

“L’unità d’intenti, la coesione, il rispetto, la lealtà, sono fattori determinanti per l’andamento positivo di qualsiasi squadra, con Michele Rossi, Robello, Rondinelli ed Enrico Damonte siamo ormai i più anziani della squadra. I giovani, arrivati quest’anno, si stanno integrando bene, tanto che all’interno dello spogliatoio si respira aria buona. Al resto pensa la società, che non ci fa mancare nulla”.