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Unioni civili, il registro divide le “coscienze”. Don Gallo: “Non danneggia nessuno, tantomeno la famiglia”

Genova. “A Genova il registro unioni civili è difesa democratica dei diritti delle minoranze. Non danneggia nessuno tantomeno l’istituzione familiare”. Lo aveva già scritto stamani, benedicendo la giunta Doria per le pratiche di buona politica, ma con il nuovo Tweet, che in pochi minuti ha segnato quasi duecento likes, il giudizio di Don Gallo sull’istituzione del registro delle unioni civili sgombera il campo da equivoci, caso mai ci fossero stati: l’istituzione familiare non è danneggiata. Parole usate non a caso, mentre riecheggia ancora la polemica tra mondo cattolico e Arcigay.

Era stato il cardinal Bagnasco, già ieri sera, a ribadire l’assoluta contrarietà dei vescovi verso “un istituto che indebolisce la famiglia, unico soggetto di diritto in quanto coppia secondo il nostro ordinamento”. Seguito a stretto giro da Avvenire che aveva bollato la decisione di Tursi con un “anche Genova si adegua al peggio”.

Ecumenica ma sarcastica la risposta dell’Arcigay, nelle parole del genovese Valerio Barbini: “Al cardinale Bagnasco e alla dottoressa Panfili un appello: non abbiano paura della tenerezza di tanti amori” con riferimento alle recenti parole di Papa Francesco.

La polemica però è destinata a non restare confinata a distanza. Già mercoledì prossimo, in occasione della commissione in Comune sulle unioni civili è probabile che emergano i distinguo delle diverse anime.

Intanto i consiglieri di Sel a Tursi (Gian Pastorino e Leonardo Chessa) si dicono “preoccupati” che la discussione in Aula Rossa sia “condizionata da considerazioni etiche che mal si attagliano ad una discussione di merito sui diritti delle persone” e ribadiscono che “l’approvazione del Registro delle Unioni civili nulla toglie a chi non se ne vorrà avvalere, mentre apre significativi spazi di democrazia e di parificazione dei diritti per coloro (siano esse coppie etero o omosessuali) che hanno scelto di vivere la loro vita affettiva al di fuori del vincolo matrimoniale e che sino ad oggi vedevano i loro diritti esprimersi in maniera parziale”.

Ma a segnare il passo oggi è direttamente il presidente del Pd Alberto Villa che si complimenta con la giunta Doria che “conferma, ancora una volta, Genova città dei diritti e dell’ uguaglianza”, usando un’espressione di “Vincenziana” memoria.

“Sono sicuro che il Consiglio Comunale approverà questa decisione a larga maggioranza – dichiara Villa – con in testa il Partito Democratico che su questi temi ha chiara la linea, del resto dettata con delibera dalla sua Assemblea Nazionale”.

Villa si dice non sorpreso dalle dichiarazioni della Cei, ma definisce comunque “raccapricciante come i Vescovi Italiani mistifichino il messaggio di Gesù attaccando apertamene tutti quegli Istituti che vogliono semplicemente tutelare e riconoscere l’amore tra persone e che ampliano il ventaglio dei diritti, per realizzare una società giusta e solidale”.

“Fortunatamente gli Italiani la pensano in maniera diversa – conclude Villa – e presto sono convinto che il “modello Genova” verrà esportato a livello nazionale”.