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“No allo smantellamento Centro Trapianti San Martino”: il Comitato chiede risposte

Genova. “Aspettiamo alcune fondamentali precisazioni da parte di chi ci rappresenta in Liguria, ma tardano a venire. Siamo fiduciosi, la salute è un nostro diritto”. Il grido d’allarme sul futuro del Centro Trapianti dell’ospedale San Martino arriva da pazienti in attesa di trapianto, trapiantati, operatori e cittadini di tutta la Liguria che temono “non tanto la chiusura, su cui ci ha assicurato lo stesso assessore Montaldo, ma lo smantellamento, ovvero la demolizione”. Dal momento della sospensione temporanea del programma di trapianto di fegato per “tensioni all’interno fra gli operatori” l’allarme si è trasformato in un tam tam virale: è nato un comitato, una raccolta firme, e un gruppo su Facebook che in pochi giorni ha raccolto più di 3 mila adesioni.

“Sono in attesa di trapianto come tante altre persone – racconta Stella una paziente – ho conosciuto questo centro e il direttore, professore Umberto Valente, una persona di grande professionalità e altissimo senso morale che ha dedicato la vita a questo centro di eccellenza. Oggi mi sento di difenderlo e di sostenerlo, l’opinione pubblica deve sapere cosa sta succedendo, perché invece, spesso, in materia di sanità, le cose sono fatte sotto la cenere”.

Anche lo stesso assessore Claudio Montaldo ha risposto due giorni fa su Facebook: “Posso confermare che non c’è alcuna intenzione di chiudere il Centro Trapianti del San Martino – scrive Montaldo – Per ragioni legate a spiacevoli conflitti interni siamo stati costretti, per tutelare la salute dei malati, a sospendere i trapianti di fegato. Sono continuati e continuano i trapianti di rene. Stiamo superando questi problemi, i trapianti ripartiranno a pieno regime, il Centro Trapianti, soprattutto nell’ottica del nuovo Ist–San Martino, sarà efficiente e potenziato, anche per dare continuità futura allo splendido lavoro fatto in tanti anni dal Prof. Valente, cui siamo riconoscenti”.

Ma la risposta è stata giudicata insufficiente dai membri del gruppo che a più voci continuano a chiedere certezze e domande. “Gentile Assessore – posta Rita – Lei sà che le tensioni di fatto sono aumentate? La Direzione Aziendale, effettua assidui ‘controlli’ sul personale del Centro Trapianti e non solo (anche i pazienti in attesa di essere ricevuti dal Prof. Valente, vengono censiti), un vero stato di polizia, per niente democratico, metodo sicuramente da correggere, perchè aumenta in modo esponenziale la tensione tra gli operatori, con la conseguenza che il paziente sarebbe sempre più a rischio”.
Il centro Trapianti è stato anche oggetto di dibattito in consiglio provinciale poco meno di un mese fa e di un’interrogazione posta all’assemblea regionale dai consiglieri Matteo Rosso e Luigi Morgillo.

“Dalla politica e da chi di dovere vogliamo risposte serie e precise – chiosa Stella – Nei reparti c’è agitazione, parlano di una sorta di militarizzazione, sembra che i pazienti vengano dirottati fuori regione. Capiamo i tagli e le difficoltà del comparto sanità, ma un centro così all’avanguardia, fiore all’occhiello della sanità ligure non può essere a poco a poco distrutto”.