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Crisi e speranze

Costruire sul costruito ma con nuove regole, ecco la “sfida” per vincere la crisi

Genova. “La nuova giunta comunale deve avere coraggio ma noi dobbiamo imparare a comunicare con gli investitori e con gli utenti”. Dall’Ance, l’associazione dei costruttori edili genovesi parte un appello al nuovo sindaco di Genova, con la richiesta di un rinnovamento delle regole, ma anche un’autocritica per un comparto che, negli anni della crisi ha perso centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro. E se i dati per la prima volta sembrano avere un segno più le ripercussioni sulle imprese, per adesso, ancora non sembrano arrivare.

Da un lato, infatti, c’è il settore pubblico, che pesa circa il 30% del comparto, che ha aumentato gli investimenti. Nel 2016 sono stati infatti appaltati lavori per circa 200 milioni di euro, erano 140 nel 2015, e il trend sembra essere in linea anche in questi primi mesi del 2017. Nonostante questo, pero, non arrivano ancora segnali adeguati per le imprese. La colpa, in questo caso, è della burocrazia che non aiuta e che, con l’entrata in vigore del codice degli appalti ha addirittura frenato la crescita.

Dall’altro il tema dell’edilizia residenziale privata che, nonostante la crescita delle compravendite, aumentata del 25% non ha portato grandi benefici. “In questo caso l’errore è stato nostro – sottolinea il presidente, Filippo Delle Piane – che non abbiamo saputo comunicare in modo adeguato la differenza tra una casa nuova è una ristrutturata. Gli italiani sanno le differenze tra auto usata e nuova, conoscono gli accessori che non possono mancare parlando di sicurezza e confort, ma non riescono a percepire le stesse differenze in quello che è l’investimento sull’abitazione”.

La maggioranza delle transazioni, infatti, è rappresentata da abitazioni da ristrutturare. “Una scelta sulla quale influisce, ovviamente, il prezzo – prosegue il presidente – ma anche la percezione che, una volta ristrutturata la casa sia equivalente a una nuova abitazione. Invece non è così anche perché gli interventi su edifici vecchi non permetteranno mai di avere standard adeguati per quello che riguarda i creditori antisismici o lo risparmio energetico”.

Ma questa è solamente una delle difficoltà per far partire nuove operazioni di costruzione edilizia. Ci sono, infatti, ancora molto problemi legati alle normative sul consumo del suolo, non adeguate al momento attuale. “Noi siamo d’accordo con il consumo zero ma, per costruire sull’esistente oltre agli incentivi servono regole nuove per demolire e ricostruire. Dobbiamo avere la libertà di poterci alzare, allargare o restringere per far stare in piedi le nuove operazioni immobiliari, le regole, che erano state scritte per un’Italia in espansione, devono essere riviste perché adesso è un paese in trasformazione”.

Da questo punto di vista può aiutare il nuovo quadro istituzionale che vede Comune di Genova e Regione Liguria in una sorta di “monocolore” politico. “Abbiamo grandi aspettative, e lo diremmo anche se fosse di centrosinistra perché prescinde dalla politica – conclude Dellepiane – la Regione ha, infatti, un ruolo molto importante, e se parla con il comune e crea una cinghia di trasmissione efficiente ne potremo avere beneficio tutti”.