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Tutti uniti contro le sale gioco, Don Gallo: “Democrazia è partecipazione, da qui inizia la nuova lotta di Genova”

E’ salito su una sedia alla “tenera” età di 84 anni per arringare la folla di cittadini, scesa in piazza a Pegli per protestare contro la nuova Slot House di via Ronchi, ma anche contro tutte le sale da gioco della città. E il discorso (che proponiamo integralmente) è di quelli che non lasciano adito ad eufemismi: “La Minetti deve far vedere le sue gambe e le sue tette da un’altra parte, se vogliamo andare a puttane sappiamo benissimo dove recarci” si è lasciato scappare Don Gallo.

“Ora mi auguro che vengano sindaco, cardinale, prefetto. Dobbiamo essere fieri di voler rendere le città a misura umana. Mi sa che da qui è iniziata la nuova lotta a Genova”. Soprattutto quando un’opera non è compatibile con l’ambiente, ha ricordato Don Gallo. “E allora queste sfarzose sale da gioco vengono ad appestare centinaia e migliaia di giovani disoccupati, perché non ci sono scuole, servizi, e nel frattempo aumentano droga e alcol”. Ma ci saranno altri temi. “Bestemmio se dico Gronda, Terzo Valico? Nessuno si libera da solo, ci si libera tutti insieme, genovesi, pegliesi, Valpolcevera – ha concluso Don Gallo – tutti insieme battiamoci per una città più umana”.

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