Tailor made e crescita sostenibile: a Genova Maurizio Vanni e Domenico Piraina presentano "La nuova museologia" - Genova24.it
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Tailor made e crescita sostenibile: a Genova Maurizio Vanni e Domenico Piraina presentano “La nuova museologia”

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Genova. Profilazione, percorsi su misura, performance inclusive, legami con gli stakeholder del territorio in grado di contribuire alla crescita sostenibile per entrare nella dimensione quotidiana dei cittadini: la museum social responsibility è il principale strumento di cui le istituzioni culturali dovranno dotarsi per affrontare le sfide imposte dal postCovid-19. Venerdì 5 novembre alle ore 18 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale farà tappa il road show del libro di Domenico Piraina e Maurizio Vanni “La nuova museologia: le nuove opportunità nell’incertezza. Verso uno sviluppo sostenibile”, edito da Celid nel 2020.

“La vera ricchezza del museo non risiede soltanto nelle proprie collezioni ma soprattutto nei visitatori, portatori di un proprio vissuto personale e culturale che arricchiscono di significato e senso il patrimonio culturale – sottolinea Domenico Piraina, direttore del Polo Mostre e Musei Scientifici e di Palazzo Reale a Milano – Mai i visitatori devono essere visti come consumatori ma sempre come produttori di senso: ciò contribuisce ad arricchire la visione pluralistica del patrimonio, che è la realizzazione di un’effettiva democrazia culturale. Sono quattro i segmenti di pubblico prioritari da attrarre e fidelizzare attraverso proposte originali e differenziate: diversamente abili (persone con disagi o patologie fisiche o mentali), terza età, famiglie con bambini e adolescenti”.

“Se vogliamo rimettere l’individuo al centro la scelta consapevole di una progettualità etica e responsabile finalizzata al bene comune sarà una tappa obbligata – dichiara Maurizio Vanni, storico dell’arte, museologo e curatore di oltre 600 mostre in 30 Paesi – I musei diventano perciò luoghi di interesse pubblico che si rivolgono a tutta società, ovvero al pubblico generico, e al contesto sociale (associazioni di volontariato, imprese sociali e del terzo settore) e ambientale, allo scenario formativo, agli stakeholder e alle associazioni di categoria, ricoprendo un ruolo determinante nello sviluppo dei legami, nella coesione sociale e nella riflessione sulle identità collettive”.

La Convenzione di Faro afferma il diritto all’eredità culturale da parte di tutti i cittadini e invita i Paesi sottoscrittori a promuovere azioni per migliorare l’accesso al patrimonio culturale. Azioni che possiamo tradurre con offerte culturali tailor made in grado di coinvolgere anche chi è più lontano dalle istituzioni culturali. Tenendo in mente l’obiettivo della sostenibilità. “Per un museo è il fine a cui tendere per raggiungere l’equilibrio tra le quattro dimensioni che ne fanno parte: economica, sociale, ambientale e del benessere – prosegue – Il museo che desidera percorrere la strada della MSR deve consolidare le relazioni con il territorio e in particolar modo rafforzare il network con il contesto sociale in cui opera”.

La chiave è “far entrare l’esperienza museo nella loro quotidianità, a prescindere dai servizi utilissimi per stimolare una frequentazione regolare (ristorante, caffetteria, bookshop, giftshop, sale laboratoriali permanenti e zone lounge) – prosegue – Ogni visita guidata diventa un piccolo spettacolo a tema, facilmente comprensibile, divulgativo e in grado di meravigliare, stupire ed emozionare generazioni diverse di pubblico, sollecitando benessere interiore, energia positiva e buonumore. La condivisione delle emozioni, del bene comune e del bene relazionale permette di connettere persone dallo stesso stile di vita. Adesso il museo è veramente di tutti”.

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