giovedì
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Febbraio

“Quando il pane cuoceva nei templi”: convegno alle origini della Rivoluzione Neolitica

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Febbraio

In un sito di cacciatori raccoglitori natufiani a Shubayqa, in Giordania, sono stati scoperti frammenti carbonizzati di un impasto di cereali e tuberi riferibili a pagnotte di forma appiattita. I cereali selvatici nelle specie che sarebbero poi state addomesticate erano già raccolti nel Vicino Oriente durante il Paleolitico superiore, oltre 20mila anni fa.

Sempre durante l’Epipaleolitico anche la gestione della fauna locale, inizialmente mirata ad una caccia intensiva alla gazzella, si focalizzò poi su specie che diverranno quelle domestiche: capre, pecore, maiali e bovini ma anche gatti. Le comunità della cosiddetta Mezza Luna Fertile erano quindi pronte da tempo al “grande balzo”, ovvero alla cosiddetta Rivoluzione Neolitica, già conoscendo l’utilità dei cereali e degli animali che condividevano con loro lo stesso ambiente.

L’elemento scatenante non fu quindi alcuna “scoperta” ma piuttosto una combinazione di fenomeni climatici, demografici e sociali che determinarono una rivoluzione ideologica, che anche se non strettamente alla base della successiva rivoluzione ne fu almeno la sua più eclatante manifestazione sul piano religioso e della cultura materiale.

La costruzione di templi, alla cui edificazione parteciparono gruppi estesi o più comunità, la comparsa di nuovi simboli e una sempre maggiore attenzione ad un’economia di tipo produttivo trasformarono radicalmente il mondo vicino orientale, dando origine a quel periodo noto appunto come Neolitico. Il grande balzo avvenne circa 11mila anni fa nella Turchia sudorientale e nelle aree limitrofe mentre l’Europa era ancora stabilmente popolata da cacciatori raccoglitori di trazione paleolitica.

Nel giro di pochi millenni quella trasformazione economica e sociale determinò un’espansione di popolazioni verso Oriente e Occidente, portando i fautori delle nuove pratiche – e devoti a nuovi culti – a colonizzare la Valle d’Indo, il Caucaso, l’Africa nordorientale e l’Europa in un processo complesso e articolato che avrebbe trasformato irreversibilmente la storia del mondo.

Di tutto ciò parlerà Fabio Negrino, ricercatore presso il DAFIST Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia dell’Università degli Studi di Genova e attualmente impegnato in diversi progetti di ricerca, prevalentemente focalizzati sulla preistoria ligure, giovedì 4 febbraio alle ore 16 su Zoom (ID riunione 847 4109 9064 – Passcode 737840) e YouTube in un convegno promosso dagli Amici del Museo “Giacomo Doria” in collaborazione con l’omonimo Museo di Storia Naturale.

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