giovedì
15
Aprile
2021

“La risata nobile. Da Aristofane ad Achille Campanile” con Tullio Solenghi sull’app Tv Loft

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Aprile
2021
tullio solenghi

Genova. La prima volta di Teatro Pubblico Ligure su una piattaforma digitale, in attesa di ritornare in sala. Dal 15 aprile “La risata nobile. Da Aristofane ad Achille Campanile” con Tullio Solenghi e la regia di Sergio Maifredi andrà in scena in esclusiva sulla app Tv Loft, all’interno di una vera e propria stagione digitale dal titolo “Tutta scena – Il teatro in camera”, che ospita tra gli altri Gabriele Lavia, Vinicio Marchioni, Lino Guanciale, Iaia Forte. Il biglietto singolo costa 4,99 euro, l’abbonamento 30 euro.

Per l’occasione è stata effettuata una registrazione apposita al Teatro San Leone Magno di Roma e lo spettacolo è stato arricchito da un’intervista a Tullio Solenghi di circa trenta minuti.

Il progetto di Tullio Solenghi e Sergio Maifredi prodotto da Teatro Pubblico Ligure celebra il potere dell’ironia, dell’allegria, dello sguardo trasversale sulla realtà offerto dall’umorismo. «Questo spettacolo è nato prima del covid – ha dichiarato Solenghi – ma sembra propizio per innalzare lo spirito e alleggerire la mente, componenti essenziali di quella famosa difesa immunitaria che di questi tempi tanto viene auspicata. La risata nobile è una cavalcata attraverso i secoli di tutti gli autori che si sono occupati di scrittura comica, si parte da Platone si passa per Aristofane, Boccaccio, Trilussa, per poi arrivare a Campanile, Flaiano, Benni. Una serata di parole nobili dedicate al sorriso».

La risata è una rivoluzione senza effetti collaterali. Ce n’è sempre bisogno: salva la vita. Ma il suo potere eversivo l’ha sempre resa invisa ai potenti. Sarà per questo che la letteratura comica è sempre stata una Cenerentola. Tullio Solenghi con La risata nobile vuole restituirle il rango che merita e da Cenerentola trasformarla in principessa.

Il viaggio è lungo, tanti hanno messo su carta la risata che rende liberi: da Aristofane a Marziale e Catullo, passando per Cecco Angiolieri, fino ad arrivare ad Achille Campanile, Ennio Flaiano, Metz, Umberto Eco e poi Stefano Benni, Gino e Michele, Umberto Simonetta, Enrico Vaime. Tante penne e tanti guizzi di intelligenza indomabili.

Sulla scomparsa della Commedia di Aristotele, Umberto Eco ha concepito un best seller come Il nome della rosa, dove si è disposti ad uccidere pur di evitare che si diffonda il potere incontrollabile della risata, ritenuto diabolico. L’ironia non ha confini e Tullio Solenghi la porta in dote come un maestro.

 

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