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Cecilia Battistello

“Incontro in Blu” con Cecilia Battistello al Galata Museo del Mare

30/05/19

EVENTO GRATUITO
: Galata Museo del Mare Galata Museo del Mare, Genova, GE, Italia - Inizio ore 18:00

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Giovedì 30 maggio alle ore 18 gli “Incontri in Blu” del Galata Museo del Mare si tingono di rosa con Cecilia Eckelmann Battistello, la donna che proprio di rosa ha colorato le sue navi prima e i suoi treni e camion dopo, imponendosi nel mondo tradizionalmente maschile dello shipping.

Battistello è oggi presidente del Gruppo Contship Italia, uno dei principali attori del settore dei terminal container marittimi e nel trasporto intermodale, presente in Italia negli scali de La Spezia, di Ravenna, Cagliari, Salerno, nel centro intermodale di Milano Melzo e in Marocco nel porto di Tangeri. Manager globetrotter, la sua storia comincia a Povolaro, in provincia di Vicenza, dove nasce, seconda di otto fratelli e dove il padre ha una officina meccanica. Si diploma segretaria d’azienda, nel 1971 si trasferisce da alcuni parenti a Milano e lavora nella loro piccola azienda di forniture di mobili per ufficio.

La sua vita cambia quando entra in una agenzia marittima in piazzetta Santo Stefano per consegnare una brochure della società di famiglia. Le chiedono se le interessa lavorare nei trasporti via mare, lei accetta e da lì a poco condividerà i primi passi di Contship, una società che nasce nel 1969 nel Canton Ticino per opera e visione di Angelo Ravano (il Dottore), un imprenditore e armatore ligure che si muove tra Genova, Milano e Lugano. La società è piccolo ma visionaria e sposa da subito la rivoluzione del container trasportando le auto della Fiat 124 smontate dall’Italia a Casablanca, in Marocco, dove l’industria torinese aveva un impianto di assemblaggio.

Cecilia, poco più che ventenne, entra in Contship nel 1973. L’ufficio più attivo è quello di Fos-sur-Mer, vicino a Marsiglia, dove i container provenienti da Torino venivano imbarcati. Comincia da qui, dalla Provenza. E’ lei che si occupa delle spedizioni per Fiat e anche di non fare tornare le navi (due, all’inizio) vuote al ritorno: le carica di olive, albicocche, frutta secca in vasetti, vermouth.

Non sapevo niente di navi né di container ma fin dal primo momento del mio ingresso in Contship mi sono innamorata di quanto succedeva. Mi sono subito resa conto di aver trovato l’avventura che volevo vivere nella mia vita. Ogni giorno era diverso e ogni giorno c’era qualche sorpresa. E tutto questo, non c’era dubbio, mi elettrizzava.

Da Marsiglia, Battistello si sposta a Cadenazzo in Svizzera, a Rotterdam e poi a Beirut, per seguire le nuove rotte aperte da Contship, le cui navi scalano il Libano e, quando scoppia la guerra, a Tartous in Siria. Nel 1976 riapre poi il Canale di Suez e Contship sbarca per prima a Damman, in Arabia Saudita. E successivamente inaugura la prima linea di portacontainer dall’Europa all’India e al Pakistan. Cecilia vola a Bombay-Mumbai: è lei, nel 1977, a firmare personalmente il primo contratto di agenzia a Karachi (Pakistan) che segna l’arrivo dei primi container in India. Poi è la volta dell’Inghilterra, dove Ravano trasferisce, prima a Felixstowe poi a Ipswich, il quartiere generale del Gruppo e dove Cecilia costruisce il senso di appartenenza aziendale di molti colleghi internazionali anche grazie ai suoi favolosi barbecue.

Viaggia di continuo, andrà anche in Australia, per lanciare la Eagle Container Line, la prima compagnia indipendente a sfidare quelle tradizionali riunite nella Conferenza (“Penso che nella mia vita in Contship e nell’attività professionale in questo settore l’esperienza con l’Australia sia stata la più challenging”). Con la globalizzazione, Contship cresce e con essa “The Lady”, così è chiamata Battistello dai suoi agenti. Arrivano nuove linee, nuove navi e nuove rotte; i servizi intermodali e i terminal, prima La Spezia (con il socio Eurokai Thomas Eckelmann, storico operatore di Amburgo) e poi l’hub di Gioia Tauro, la grande scommessa di Angelo Ravano, che muore però nel 1994 prima dell’arrivo della prima portacontainer nello scalo calabrese.

L’ascesa di Battistello è irresistibile: dal 1990 al 1994 è la prima donna a presiedere la più antica conferenza marittima, quella tra Inghilterra, India, Pakistan e Bangladesh; nel 1992 finisce sulla pagine di The Times in concomitanza con l’ingresso nel porto di Felixstowe della Contship Germany, una nave portacontainer interamente dipinta di rosa. Al vertice della holding Contship Italia (nel 1999 passata sotto il controllo del gruppo Eurokai), cui faranno capo le partecipazioni nei terminal di La Spezia, Livorno, Savona-Vado, Salerno, Ravenna, Cagliari, Gioia Tauro (gli assetti cambieranno in futuro, usciranno Vado, Livorno e di recente Gioia Tauro, si aggiungerà Tangeri) diventa presidente di Feport dal 2005 al 2010; nel 2014 riceve il Premio Bellisario “Donne ad alta quota”. Trova anche l’amore, sul lavoro, sposandosi con Thomas Eckelmann.

“Durante tutta la mia vita – dirà nel ricevere il Life Time Achievement Award, il premio alla carriera assegnato durante la cerimonia di premiazione dei Containerisation International Global Awards 2015 – sono sempre stata guidata da impegno e passione, per raggiungere gli obiettivi, senza dare troppa importanza alle difficoltà, alla fatica e agli ostacoli da superare”. Così si è guadagnata il titolo di “The Lady”, con cui è conosciuta e rispettata nel mondo dello shipping.

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