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Genova, gli scatti dell’agenzia Magnum Photos raccontano l’Italia dal Dopoguerra ad oggi

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Genova. Dal 6 maggio al 18 luglio la Loggia degli Abati di Palazzo Ducale ospita la mostra “L’Italia di Magnum. Da Robert Capa a Paolo Pellegrin”, una straordinaria carrellata di oltre duecento fotografie che raccontano la cronaca, la storia e il costume del nostro Paese dal Secondo Dopoguerra a oggi. Venti autori dell’agenzia Magnum Photos, la più importante al mondo, scelti per raccontare storie grandi e piccole, personaggi e luoghi dell’Italia degli ultimi settant’anni in un affascinante intreccio di immagini molto note e altre meno che compongono il tessuto sociale e visivo italiano.

Introdotta da un omaggio ad Henri Cartier-Bresson e al suo viaggio in Italia negli anni ’30, la mostra prende avvio con due serie strepitose, una di Robert Capa, dedicata alla fine della Seconda Guerra Mondiale, che mostra un Paese in rovina e distrutto da cinque anni di conflitto, e una di David Seymour, che nel 1947 riprende invece i turisti che tornano a visitare la Cappella Sistina, l’eterna bellezza dell’arte che appare come segno della rinascita di un’intera nazione.

Il percorso espositivo, articolato in decenni, si snoda tra le fotografie di Elliott Erwitt, René Burri ed Herbert List, che rappresentano gli anni Cinquanta con le contraddizioni di Roma, gli esordi di Cinecittà e la mostra di Picasso a Milano e prosegue con tre figure forse meno note al grande pubblico ma peculiari della storia di Magnum: Thomas Hoepker, che immortala il trionfo di Cassius Clay (poi Mohamed Alì) alle Olimpiadi di Roma del 1960, Bruno Barbey, che documenta i funerali di Togliatti, ed Erich Lessing con un servizio che riporta direttamente ai tempi del boom economico con una carrellata sulla spiaggia di Cesenatico.

In questo grande racconto per immagini non potevano mancare per gli anni ’70 Ferdinando Scianna e le feste religiose in Sicilia, Raymond Depardon con la sua struggente serie sui manicomi, realizzata poco prima della legge Basaglia, e Leonard Freed con i suoi scatti sul referendum sul divorzio. Poi gli anni Ottanta con Martin Parr e Patrick Zachmann e gli anni Novanta e Duemila con le discoteche romagnole di Alex Majoli, il reportage di guerra in ex Jugoslavia di Peter Marlow e il G8 di Genova nelle fotografie di Thomas Dworzak.

L’ultimo tassello dei primi decenni del 2000 è di Paolo Pellegrin con le immagini della folla assiepata in piazza san Pietro nella veglia per la morte di papa Giovanni Paolo II e con quelle di un’altra folla, quella dei migranti su un barcone, tragico segnale dell’attualità. Inoltre una straordinaria sequenza di immagini di Mark Power dedicate ai luoghi simbolo della cultura italiana: da piazza san Marco di Venezia a Palazzo Ducale di Genova al cretto di Gibellina, capolavori dell’architettura e dell’ingegno italiano che diventano a loro volta soggetti di autentici capolavori fotografici.

Dal punto d’incontro tra l’anima artistica e quella reportagistica della fotografia della prima metà del Novecento, che coincide con la nascita di Magnum Photos, prende avvio un percorso che non solo consegna alla memoria un ritratto poliedrico dell’Italia e dell’italianità ma racconta un capitolo decisivo nella storia della fotografia stessa. Questo viaggio attraverso piccoli e grandi eventi, momenti specifici o contingenti, è un tentativo di fare ordine, seppur parziale, nella nostra memoria e rileggere passato e presente per cercare di interpretare la complessa fisionomia della contemporaneità.

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