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“Fare luce”: a Genova un’installazione artistica per ricordare i fatti del G8

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Genova "Fare luce" installazione artistica su G8 Teatro Ivo Chiesa
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Genova. Nell’ampia cornice degli eventi promossi per festeggiare i settant’anni di storia da lunedì 19 a giovedì 22 luglio al Teatro “Ivo Chiesa” l’innovativa installazione tecnologica dal titolo “Fare luce / Making light”, ideata dal direttore Davide Livermore, apre ufficialmente il “G8 Project” con cui il Teatro Nazionale riflette sul drammatico G8 svoltosi nel 2001.

Di quei giorni abbiamo un’imponente bibliografia, una miriade di fotografie, servizi televisivi, film, documentari ma anche quando le testimonianze sono dirette esiste sempre una voce intermediaria, una scelta, un montaggio che in qualche modo esprime un giudizio. L’obiettivo di Livermore, che si è ispirato al modello della Casa della Memoria di Santiago del Cile, è offrire una sorta di “cronaca pura” degli eventi del G8 e dei giorni che lo precedettero. Il gruppo di lavoro, supervisionato da Marco Menduni, Premio Saint Vincent del Giornalismo proprio per i suoi servizi sul G8, ha quindi portato avanti la ricerca sulle fonti con la massima oggettività possibile per arrivare ad un’esposizione aderente ai nudi fatti.

Gli spettatori sono invitati ad entrare in un enorme cubo bianco allestito sul palcoscenico del teatro e avvolti dalle musiche di Stellare – Sartoria Sonora potranno iniziare un percorso da vivere attraverso il mezzo più diffuso nella nostra quotidianità: il cellulare. Grazie ad un’applicazione sviluppata appositamente per questo progetto da ETT, azienda leader nel settore dell’innovazione multimediale, ognuno andrà ad inquadrare alcuni marker che sbloccheranno elenchi, date, cifre, cronache, sentenze.

Una sintesi senza precedenti di ciò che accadde durante e attorno a quei giorni, un racconto suddiviso in dieci passaggi che ciascun spettatore potrà comporre e portare via con sé. Nella scheda finale, realizzata con la realtà aumentata, il confronto delle prime pagine dei quotidiani italiani e stranieri. “In controtendenza al malcostume nazionale della rimozione dei fatti traumatici, vedi gli ultimi sessant’anni della storia italiana, viene offerta a tutti la possibilità di ricostruire gli eventi di quei quattro giorni senza intermediazioni di nessun tipo, immagini e filmati compresi”, afferma Livermore. Dunque un invito ad elaborare una memoria condivisa, comune e partecipata, rinsaldando il ruolo di agorà pubblica connaturato al teatro.

L’installazione può essere visitata dalle ore 14 alle 21 (ultimo ingresso alle 20:30). Gli spettatori saranno contingentati in conformità con la normativa antiCovid-19. L’ingresso è su prenotazione online.

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