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“Dancing bass – Danzare il basso”: i Res Extensa e l’ensemble musicale I Ferrabosco in scena a Genova

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Genova. Sabato 15 maggio a Palazzo Ducale riprende dal vivo la V Stagione “La Voce e il Tempo – Linguaggi”: alle ore 17:30 e 19 nel Salone del Minor Consiglio va in scena “Dancing bass – Danzare il basso”, spettacolo che nasce dalla collaborazione tra la compagnia Res Extensa e l’ensemble musicale I Ferrabosco, con Giovanni Rota al violino, Luciana Elizondo e Gioacchino De Padova alla viola da gamba, Giuseppe Petrella alla tiorba e Gilberto Scordari a clavicembalo e organo.

Al centro l’interpretazione appassionata di Elisa Barucchieri, figura di spicco della danza contemporanea italiana. Danzatrice e coreografa ha lavorato al fianco di artisti quali Susanne Linke, Carolyn Carlson, Andrea Olsen, Peter Grenaway e Fura dels Baus. Grazie alla sua formazione antropologica affianca da sempre alla sperimentazione di nuovi linguaggi lo studio della tradizione popolare antica. Tra i suoi lavori più recenti l’ideazione, insieme alla sorella Elena Sofia Ricci, dell’iniziativa “Grido per un nuovo Rinascimento” – Prima Giornata Nazionale dei Lavoratori dello Spettacolo a Roma il 24 giugno 2020 e la spettacolare coreografia aerea che il 7 febbraio ha aperto in mondovisione i Mondiali di Cortina 2021.

Nel concerto organizzato da Musicaround con l’Associazione “Pasquale Anfossi” e sostenuto da Puglia Sounds le tante invenzioni musicali del Barocco sono percorse dal filo rosso di un pensiero che lega il suono alla parola poetica in modi nuovi: la teoria degli affetti, ovvero la possibilità di suscitare emozioni secondo percorsi strutturati di gesti sonori. L’utopia di un vocabolario musicale dei moti dell’animo, già immaginato dalla filosofia antica, trova la spinta decisiva nel basso continuo, ossia il “basso che contiene”, la scienza armonica alla base della musica moderna.

Questo nuovo “strumento” crea il campo fertile della musica rappresentativa e del racconto in musica non solo sul palcoscenico vero e proprio dell’opera ma anche nei generi extrateatrali, nella cantata soprattutto, e si estende persino alle musiche senza testo, ai generi strumentali e alla danza. Il principio della messa in scena dei moti dell’animo, inventato nel ‘600 ed esploso nel ‘700, ritorna costantemente nell’arte europea nei modi più diversi e permette accostamenti sempre nuovi, come in questo programma, in cui si incontrano con sorprendente facilità la musica del barocco e la danza moderna.

Posto unico: 10 €. La prenotazione è obbligatoria.

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