Genova. Aria irrespirabile, raschio in gola e occhi che lacrimano. Questi sono i ‘sintomi’ denunciati da alcuni residenti di Molassana che in questi giorni si sono trovati a respirare i fumi e i vapori emessi dal rinnovato impianto per la produzione di bitumi recentemente attivato all’interno di cava Cavalletti, posizionata esattamente difronte al centro del popoloso quartiere della Valbisagno.
Secondo quanto documentato da un video registrato lo scorso venerdì mattina, infatti, oltre ai vapori emessi dalla ciminiera centrale, dall’impianto sembrerebbero emergere ulteriori fumi (o vapori) che si disperdono nell’aria. “E’ già successo altre volte in queste settimane – sottolineano i residenti – e quando succede l’aria diventa irrespirabile, brucia la gola e lacrimano gli occhi. Vogliamo sapere che cosa stiamo respirando e cosa stanno respirando i nostri figli”.
Sì perché difronte alla cava, superato il Bisagno, oltre a case e negozi si trova la scuola di via Molassana, recentemente rimessa in uso in tempi record dal Comune di Genova per ospitare circa 250 alunni dell’Istituto comprensivo, lì trasferiti per permettere i lavori di adeguamento sismico del plesso di via San Felice. Le finestre di alcune classi affacciano sulla cava e sull’impianto.
Un problema noto, e di cui si è più volte discusso anche in sede di Consiglio comunale, dove mesi fa ha avuto luogo una commissione ad hoc, durane la quale l’amministrazione civica si è presa l’impegno di far installare una centralina a proprie spese per monitorare l’aria. Ad oggi, però, partita l’operatività dell’impianto, la strumentazione per valutare l’eventuale presenza di sostanze non compatibili con il tessuto urbano non è ancora stata installata.
“La convivenza tra le attività dell’ex cava Cavalletti e delle abitazioni circostanti è un tema delicato che è stato oggetto di una commissione consiliare ad hoc alla presenza degli enti competenti tra cui Asl e Arpal – ha ricordato ieri l’assessore Matteo Campora durante il question time in Sala Rossa, rispondendo al consigliere di Vince Genova Angiolo Veroli – Dopo la relativa discussione mi ero fatto promotore di introdurre una nuova modalità per effettuare il monitoraggio ambientale delle attività della cava. Dunque, pur essendo questa competenza in capo a Regione Liguria e Arpal, abbiamo deciso come assessorato comunale all’ambiente di prenderci integralmente carico, anche dal punto di vista economico, di installare una centralina di monitoraggio della qualità dell’aria, la cui ubicazione sarà deciso da Arpal in base alle linee guida vigenti. L’attività di monitoraggio andrà avanti 12 mesi, dopodiché potremmo trarre le dovute conclusioni che potranno tranquillizzare i residenti attraverso la realizzazione di eventuali interventi di mitigazione. Un progetto pilota possibile grazie alla collaborazione della commissione consiliare ambiente”.
“Siamo fiduciosi che entro ottobre arriverà questa centralina – ha commentato Mattia Crucioli, consigliere comunale di Uniti per la Costituzione – come peraltro stabilito da una impegnativa approvata dal consiglio comunale. Noi continuiamo a vigilare e raccogliere le segnalazioni dei cittadini, ed eventualmente siamo pronti a tutte le vie legali per difendere la salute dei cittadini“.