Deciso

Politiche 2022, Toti rimane nel centrodestra e si allea con Lupi: “Prenderemo più del 3%”

Presentato il simbolo di "Noi con l'Italia-Italia al Centro", il governatore: "È l'unica coalizione in grado di realizzare il programma di cui il Paese ha bisogno"

Generico agosto 2022

Roma. Un cerchio diviso in due, la parte superiore azzurra (più grande) col logo di Noi con l’Italia e la parte inferiore arancione (più piccola) col logo di Italia al centro. È il simbolo della lista per le elezioni politiche del 25 settembre che oggi Giovanni Toti ha presentato a Roma insieme a Maurizio Lupi. Una lista che sancisce ufficialmente la permanenza del governatore ligure nella coalizione del centrodestra, un appoggio che lo stesso presidente definiva “non scontato” fino a due settimane fa, quando era ancora in corso il dialogo con Renzi e Calenda.

Ma da allora tutto è cambiato: il leader di Azione ha stipulato l’accordo col Pd e per Toti la prospettiva di voltare le spalle agli alleati (che gli avrebbero fatto mancare la maggioranza in Regione) è diventata surreale: “In Liguria il partito del no alle grandi opere, della sindrome Nimby, dei ricorsi al Tar è sempre stato dall’altra parte”, dice oggi categorico. E pure nei confronti del suo (ex) interlocutore non usa parole dolci: “Arriveranno a mettere veti su loro stessi. Ormai manca l’espulsione di Calenda medesimo da parte di Calenda“.

Di qui la decisione di non cambiare famiglia nonostante i ripetuti screzi, prima nei giorni delle elezioni per il Quirinale, poi per la mancata fiducia di Salvini e Berlusconi al governo Draghi: “Ad oggi, per come si è impostata la campagna elettorale, ritengo che il centrodestra, oltre ad essere la casa da cui tutti noi proveniamo per cultura e la maggioranza politica con cui molto ho fatto in Liguria, è anche l’unica coalizione in grado di realizzare davvero il programma di cui il Paese ha bisogno“.

I cronisti in sala stampa fanno notare che il simbolo è sbilanciato nelle proporzioni: più Lupi che Toti. Le ragioni sono molteplici, spiega il governatore: “Maurizio Lupi è oggi l’unico candidato in parlamento, perché io continuerò a governare la regione. Noi con l’Italia ha una storia più antica di Italia al centro. E l’ultima è la ragione per cui siamo qua: se dovessimo raccogliere le firme oggi a 50 gradi – scherza – io mi avvicinerei a Maurizio come forma fisica ma il risultato sarebbe deludente”. Incombenza che in effetti non ci sarà, visto che le forze parlamentari sono esentate dall’obbligo. Una collaborazione, quella tra Lupi e Toti, “messa su negli ultimi due giorni”, ma non del tutto inedita: alle ultime comunali Noi con l’Italia aveva inserito i propri candidati nella lista civica Vince Genova a supporto di Bucci.

Con la scelta di restare organici al centrodestra i totiani avranno certamente un ritorno in termini di candidature nei collegi uninominali. Sembra scontato che almeno uno debba essere in Liguria, territorio in cui Toti spera di racimolare più voti: in pole position ci sarebbero gli assessori Marco Scajola e Ilaria Cavo, fedelissimi del governatore e campioni di preferenze.

Ma a parte le strategie, nonostante i meccanismi della legge elettorale vigente, c’è fiducia in un buon risultato: “Questa è una lista che nasce per fare più del 3% – afferma Toti – per affermarsi in tutti i collegi proporzionali di Camera e Senato. È un polo moderato pragmatico, concreto e responsabile che vuole dare davvero un apporto nella prossima legislatura”. E ribadisce: “Porta aperta a tutti coloro che vogliono dare il loro contributo”. Addirittura “spalancata” per Luigi Brugnaro, suo compagno di viaggio ai tempi (non lontani) del partito fucsia Coraggio Italia, oggi assente.

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