Peste Suina, l'assessore regionale risponde al parco del Beigua: "No alle sterili polemiche" - Genova 24
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Peste Suina, l’assessore regionale risponde al parco del Beigua: “No alle sterili polemiche”

Intanto il comparto agricolo e quello dell'outdoor attendono chiarimenti sull'entrata in vigore dell'ordinanza e sulle possibili deroghe

cinghiale - cinghialina morta a finale

Liguria. “Ho letto un post del Parco del Beigua – dice il vice presidente e assessore alla Caccia della Regione Liguria Alessandro Piana – dove viene manifestata la posizione dell’Ente Parco proprio rispetto alla gravissima emergenza della peste suina che stiamo cercando di arginare e gestire nel modo più efficace, allo scopo di tutelare un importante settore dell’economia agroalimentare italiana”.

“Stupisce moltissimo che il presidente di un Ente Parco affronti in maniera leggera, e banalizzando, un problema su cui stanno lavorando squadre di tecnici del Ministero della Salute, veterinari esperti di epidemie animali e la Regione, al fine di contenere il più possibile i danni e di arginare l’epidemia. La Regione come sempre sta facendo la propria parte, in questo momento per la gestione emergenziale, ma anche sulla fase immediatamente successiva che ci auguriamo possa iniziare il prima possibile”.

“Da un rappresentante di Ente regionale ci si aspetta non una presa di posizione limitata, ma la condivisione di strategie comuni a cominciare da come gestire un primo monitoraggio del territorio colpito. Invece si incontrano solo facili proclami all’indirizzo del Ministero della Salute e di tutti i soggetti istituzionali che stanno in questo momento facendo direttamente i conti con un problema di cui avremmo fatto volentieri a meno…”, conclude Piana.

Sul tema, in generale anche l’intervento del vicepresidente del consiglio regionale Armando Sanna (Pd): “La situazione sta peggiorando di giorno in giorno. Paesi nei quali esportavamo carne suina hanno già iniziato a bloccare precauzionalmente esportazioni di salumi e carne. Reputo necessario agire con la massima tempestività ed efficacia per salvaguardare gli allevamenti e la filiera. Per questo ho presentato un’interrogazione alla Giunta che verrà discussa nel prossimo consiglio proprio per chiedere quali siano le risposte che vuole mettere in campo per arginare questo problema”, così il consigliere regionale del partito Democratico Armando Sanna.

“Dopo l’ordinanza del Ministero – aggiunge – oltre a proporre soluzioni finanziarie di sostegno ad allevamenti e imprese che lavorano la carne suina, dovremo pensare, da subito, a ristori per le imprese legate all’outdoor. Se la sospensione dell’attività outdoor durerà per sei mesi, sarà un danno per la stagione turistica dell’entroterra, che inizia solitamente ad aprile, che si ripercuoterà anche su tutte le attività collegate”.

E poi Stefano Balleari, consigliere regionale di Fdi: “Dobbiamo pensare che i provvedimenti del Governo per il contenimento della peste suina impongono un forte stop a numerose attività – spiega il capogruppo al Consiglio Regionale della Liguria per Fratelli d’Italia Stefano Balleari- va fatto presente tuttavia che la chiusura prolungata (si parla di 6 mesi) di interi territori montani ad attività importanti come escursionismo, MTB biking, turismo equestre, ricerca funghi, rischia di trasformarsi in un nuovo lockdown per un entroterra ligure già pesantemente colpito da due anni di pandemia portando alla chiusura di innumerevoli attività di ogni tipo il cui reddito proviene, del tutto o in parte, dalla presenza del turismo” sono tante, effettivamente, le attività economiche che potenzialmente sono coinvolte da questa chiusura e per citarne alcuni parliamo di rifugi, agriturismi, attività alberghiere, guide naturalistiche, accompagnatori turistici, centri educazione ambientale, produttori tipici, in particolare nei settori carne, miele, latte, formaggi, taglialegna, allevatori, centri turismo equestre e molti altri ancora che saranno a rischio chiusura.

“Per questo motivo – conferma Balleari – chiedo un intervento alla Regione Liguria perché si faccia parte diligente con il Governo per dare ristori alle attività danneggiate, perché gli impedimenti che verranno stilati siano il più possibili temporanei e provvisori oltre il tutto per impedire ad aziende e singoli di dover affrontare oltre che il Covid, il caro energetico la chiusura per peste suina”.