Genoa, galeotta fu la Coppa Italia: il 4-3-3 di Shevchenko funziona, decisione sull'esonero al momento rinviata - Genova 24
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Genoa, galeotta fu la Coppa Italia: il 4-3-3 di Shevchenko funziona, decisione sull’esonero al momento rinviata

L'ottima prestazione mostrata contro il Milan di Stefano Pioli ha raffreddato i discorsi relativi ad una possibile separazione tra il Grifone ed il tecnico ucraino

Genoa Vs Atalanta

Genova. Una prestazione gagliarda ed impeccabile dal punto di vista dell’approccio. Quasi un’ora in vantaggio a San Siro trascinando il match ai tempi supplementari contro un Milan messo alle strette. È stato questo in estrema sintesi quanto si è visto ieri sera nella gara valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia la quale ha visto i rossoneri di Stefano Pioli affrontare il Genoa allenato da mister Andriy Shevchenko. Lo stadio in cui ha incantato da calciatore come ultimo atto per la sua prima esperienza ufficiale da allenatore di club: sembrava questo il beffardo scenario con il tecnico ucraino ad interpretare il ruolo di vittima sacrificale, capro espiatorio “da rimuovere” (sollevandolo dall’incarico) per tentare di dare una scossa ad un gruppo di giocatori apparsi svuotati e senza mordente.

Ieri sera però il Grifone di Shevchenko ha sorpreso tutti e, anche grazie all’intuizione dell’allenatore che ha presentato la squadra con un coraggioso 4-3-3, il Milan ha seriamente rischiato di venire eliminato dai rossoblù. A brillare sono stati soprattutto i nuovi acquisti, interpreti davvero interessanti dotati di apprezzabili qualità tecniche riusciti a fare la differenza per più di un’ora di gioco. Anche l’asse Ekuban-Caicedo è risultato una trovata azzeccata, un esperimento riuscito a valorizzare al meglio le caratteristiche dei due terminali offensivi rossoblù. Ottimi guizzi con forse qualche dribling di troppo infine per Yeboah, il tutto senza dimenticare la prestazione monumentale di un Ostigard apparso in stato di grazia.

La super prestazione di San Siro e l’aver trascinato il Milan ai tempi supplementari hanno dunque obbligato i vertici societari ad un ripensamento: il discorso Labbadia sembrerebbe essere stato messo in standby, si proseguirà con Shevchenko almeno fino alla trasferta di Firenze (a meno di clamorosi colpi di scena nella giornata di domani). L’ucraino quindi avrà un’altra chance per far ricredere gli scettici, soprattutto quei dirigenti che, a cuor leggero, sarebbero disposti ad esonerarlo dopo appena undici partite, di cui più della metà disputate contro squadre occupanti la parte sinistra della classifica.

Infine sollevare dall’incarico l’attuale allenatore, senza quindi concedergli il tempo necessario per poter lavorare come avrebbe voluto con i nuovi acquisti, sarebbe davvero corretto nei suoi confronti? Il tutto con l’ulteriore rischio di dover concedere ad un volto nuovo il tempo di ambientarsi, un margine di errore che ormai il Genoa non possiede più. La società dunque prosegue con le proprie riflessioni, questo mentre Shevchenko si prepara all’ennesimo crocevia della stagione rossoblù: contro la Fiorentina sarà doveroso almeno confermare la prestazione del Meazza, una sonora sconfitta infatti non farebbe altro se non peggiorare la già precaria situazione presente in casa rossoblù.

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