Esselunga a San Benigno, Colnaghi: "La Lega suggerisce di non consultare Arpal per garantire la salute dei cittadini?" - Genova 24
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Esselunga a San Benigno, Colnaghi: “La Lega suggerisce di non consultare Arpal per garantire la salute dei cittadini?”

area esselunga san benigno

Genova. “Replico punto per punto alle dichiarazioni indignate di ben quattro esponenti della Lega rispetto la mia intenzione di far verificare che la salute pubblica e le normative siano rispettate da un cantiere riguardo i rumori e le polveri sul nostro territorio. Spiace dare loro visibilità, ma non posso esimermi dal replicare soprattutto a persone che si vedono a San Pier d’Arena solo sotto elezioni”. Così, il presidente del municipio Centro Ovest Michele Colnaghi risponde alle note della Lega sulla decisione di rivolgersi all’Arpal per fare analizzare i cantieri di San Benigno per la nuova Esselunga.

“La prima domanda che mi pongo è: si sarebbero affrettati tanto e in così tanti, se la verifica l’avessi chiesta per un qualsiasi altro cantiere? Credo la risposta la conosciate già tutti. Ma passiamo ai comunicati del Carroccio: “Il Presidente si occupi dei veri problemi di Sampierdarena”, affermano. Intendono forse i 77.000 mq di depositi chimici che loro hanno votato all’unanimità di posizionare a casa nostra? La locazione che a una nota trasmissione televisiva hanno definito ideale e sicura al 110%? Oppure, si riferiscono ai ritardi dei cantieri tipo Tre Ponti che doveva essere concluso a marzo 2020 ma che è tutt’ora in corso? Per quello non auspicano che i lavori procedano spediti?”.

“Oppure parlano dell’ascensore di Villa Scassi, che in quattro anni e mezzo non sono riusciti a mettere in servizio e che è costato sei milioni alla collettività? Oppure ancora: intendono forse la sicurezza pubblica, il rispetto dell’ordinanza anti-alcol, il contrasto all’abbandono degli ingombranti, tutte questioni che dovrebbero garantire loro? Oppure, si riferiscono alle sei corsie di lungomare Canepa che passano a un metro dalle case e per le quali non hanno ancora messo nessuna mitigazione? Mi fermo qui, ma potrei continuare a lungo e mi riferisco ad azioni che dovrebbero intraprendere Comune e Regione e che invano chiedo siano affrontate da quando mi sono insediato”.

“Affermano poi: “La politica del “no a prescindere” è un fallimento”. Ebbene, allora li invito a verificare con i loro assessori quante mie proposte e idee, dimenticate e impolverate, giacciono nei cassetti per capire se la mia politica è propositiva o è del “no”. Se si interessassero più del territorio ne sarebbero consapevoli. Dicono inoltre: “Esselunga non cambierà il volto a Sampierdarena in maniera negativa, ma bensì l’opposto”. Invito i leghisti a farsi un giro su territorio e a parlare con i presidenti dei Civ e i negozianti, proprio quelli a cui chiedevano voti in campagna elettorale. Anzi, mi offro di accompagnarli personalmente, qualora usciti dalla soprelevata non trovassero la strada. Sempre nello stesso comunicato, loro si definiscono “attenti a tutti e al fianco di tutti”. Davvero? Allora, aprire il più grande centro di distribuzione organizzata della Liguria a pochi metri dal centro storico di San Pier d’Arena significa essere attenti al piccolo commercio? Quello stesso piccolo commercio che, provato anche dalla recente crisi, ha già abbassato un quarto delle saracinesche? Rammento che su Esselunga, Commissione e Consiglio Comunale Sampierdarena si sono già espressi: ogni singolo audito ha dato parere negativo e nonostante questo la Lega non ha mosso un dito in difesa del nostro quartiere e del piccolo commercio. E sì che tutti noi ricordiamo bene il loro volantino elettorale, in cui era scritto: “Aiuteremo il negozio tradizionale di qualità, in difficoltà a causa di eccessiva presenza della Grande distribuzione”.

“Mi dicono di pensare ai problemi di San Pier d’Arena. Ma io lo faccio tutti i giorni e sono pronto al confronto con ognuno di loro, specialmente con chi fa dichiarazioni senza degnarsi di farsi vedere sul territorio. Martedì 18 gennaio ci sarà un Consiglio monotematico sul posizionamento dei depositi chimici in casa nostra: 400mila tonnellate di materiali movimentati ogni anno, definiti dai proponenti “infiammabili, tossici e nocivi per l’ambiente”. È la loro ultima possibilità di opporsi a questa scelta scellerata: chineranno ancora una volta la testa o dimostreranno per una volta di tenere alla nostra salute? Vedremo”.

“Intanto, io non mi piego e chiederò che per ogni cantiere presente e futuro siano verificati il rispetto delle norme vigenti. Come M5S siamo per la salute dei concittadini e per il rispetto delle leggi: se questo arreca loro disturbo, se ne facciano una ragione: il mio mandato è difendere chi abita nel Centro Ovest e intendo continuare a farlo nonostante tutto e tutti”, conclude Colnaghi.

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