Super green pass, i ristoratori: "Per noi non cambia nulla". Ma c'è chi vuole l'obbligo vaccinale - Genova 24

Genova. Esordio senza particolari intoppi a Genova per il super green pass, il certificato verde valido solo con vaccinazione o guarigione dal Covid che da oggi è indispensabile per sedersi al chiuso in bar e ristoranti e per tutte le attività che fino ad oggi richiedevano il semplice green pass (eccetto luoghi di lavoro e mezzi di trasporto pubblico). Qui tutte le regole da seguire.

“Nel weekend c’è stato l‘aggiornamento dell’applicazione VerificaC19 – spiega Marina Porotto, presidente dei giovani di Fipe Liguria – e abbiamo inviato un’informativa agli associati per spiegare come mettersi in regola. Per noi di fatto non è cambiato nulla, ci sono solo due tipologie di verifica. Il green pass andava chiesto anche prima, ora l’app ci dice se è un green pass rafforzato o no: nel caso non lo sia, non possiamo far accomodare i clienti”. La prova la può fare chiunque stampando il proprio QR Code e scaricando l’app dagli store ufficiali.

Anche nelle attività del centro l’impressione prevalente è che non sia cambiato nulla. “Io sono contraria al green pass – ci spiega una barista in via San Vincenzo – ma non credo che questa ulteriore stretta ci farà perdere altri clienti. Ormai le persone si sono abituate così”. Ai tavoli la maggior parte dei clienti si dice favorevole alla misura, anche perché si tratta di una novità relativa: si stima che nelle scorse settimane quasi tutti i green pass mostrati fossero legati alla vaccinazione, lasciando ai tamponi una quota residuale.

“Ormai crediamo che la maggior parte delle persone sia vaccinata, non ci sono mai capitate particolari discussioni col green pass normale – prosegue Marina Porotto -. Certo, noi siamo sempre penalizzati rispetto ad altre attività accessibili in modo più libero, ma abbiamo sempre spinto per la campagna vaccinale. Se questo è il modo per non chiudere lo accettiamo, ne prendiamo atto e ci adeguiamo alle regole imposte. Una contrazione più grave dell’anno scorso, quando eravamo tutti in vacanza a Natale, non crediamo che possa esserci”.

Più critica la posizione della Confesercenti che spinge per una stretta di altro tipo: “Con grande senso di responsabilità, e ribadendo la piena disponibilità già espressa al prefetto nell’incontro della settimana scorsa, tutti i pubblici esercizi genovesi stanno facendo la loro parte nel verificare l’osservanza dei nuovi obblighi, consapevoli dell’insostenibilità di una nuova ondata di chiusure generalizzate – riferisce Alessandro Simone, presidente di Fiepet Genova, sul fronte dei pubblici esercizi -. Detto questo, riteniamo sia giunta l’ora, da parte del governo, di una piena assunzione di responsabilità, e quindi dell’introduzione dell’obbligo vaccinale, perché non è possibile continuare a delegare l’applicazione di norme così importanti per la salute pubblica a chi, di lavoro, dovrebbe e vorrebbe fare altro, e cioè baristi, ristoratori ed esercenti in genere”.

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