Movida, dopo la chiusura anticipata per nove locali monta la protesta contro la stretta di Tursi - Genova 24
Il fronte del no

Movida, dopo la chiusura anticipata per nove locali monta la protesta contro la stretta di Tursi

I bar costretti ad abbassare la saracinesca prima di mezzanotte restano nove. 1800 firme raccolte dal gestore del Moretti contro l'ordinanza

Generico dicembre 2021

Genova. Altro venerdì, altro weekend, altra movida. Secondo fine settimana per l’ordinanza comunale che, nel centro storico, ha disposto la chiusura anticipata (dalle 3 del mattino alle 23.30) di nove bar che, secondo la polizia locale, sarebbero tra i colpevoli di favorire il disturbo della quiete pubblica.

I nove bar puniti. Non sono cambiati rispetto alla settimana scorsa, né ce sono stati di nuovi. Si tratta del bar degli Asinelli e di Gio.Si in via Canneto il Lungo, del Moretti in via San Bernardo, il Fitz in via delle Grazie, La Vita, Boss, l’Atmosfera e Rosso di Sera in via San Donato e il Tequila in piazza Ferretto. Eccola la lista nera del Comune compilata anche sulla base delle segnalazioni dei commercianti.

Alcolici consumati per strada, in barba alle ordinanze anti-degrado. Risse, urla, saracinesche colpite fino alle tre, le quattro del mattino.

Scene di ordinaria notturna follia da parte di giovanissimi e non solo. Una lotta contro i mulini a vento per quei gestori e baristi che, quando va bene, poco possono fare se non chiedere di mantenere un tono più basso o non andare oltre l’ennesimo chupito.

Ed ecco il motivo della chiusura anticipata. Ma se alcuni di questi locali hanno deciso di cambiare gli orari spostando al tardo pomeriggio il momento della festa, resta comunque la problematica di una disparità di trattamento tra pubblici esercizi a distanza di poche decine di metri l’uno dall’altro. E c’è chi dice no.

Come Giancarlo Sgrazzutti, titolare dello storico Bar Moretti, in San Bernardo. Che ha iniziato a raccogliere le firme degli avventori in una petizione contro l’ordinanza. “Per ora siamo arrivati a 1800, le firme sono tutte stampate e appese ai muri del mio ufficio dove chiunque le può vedere”.

“Il bar Moretti – dice l’oste – fa da anni da presidio nel centro storico creando uno spazio sociale dove diverse generazioni e culture si possono incontrare, la notizia della chiusura anticipata ci è arrivata via Pec. Con la petizione chiediamo al sindaco Marco Bucci di annullare l’effetto dell’ordinanza, permettendo così al locale di tornare a lavorare fino alle 3 del mattino e di continuare a fungere da presidio sul territorio in una zona così delicata come quella del centro storico”. 

I residenti della zona, costretti a finestre chiuse, tappi per le gocce e tranquillanti per riuscire a dormire, forse preferiscono meno presidio e più oblio, tant’è il problema rischia di non essere risolto affatto.

Sì perché i ragazzi si accalcano, con e senza bicchiere in mano, comunque nella zona di piazza San Bernardo o di vico Vegetti e non c’è nessuno a fermarli se si eccettua qualche pattuglia delle forze dell’ordine che, però, è presente solo a singhiozzo.

La disposizione della chiusura anticipata alle 23.30 per i nove locali accusati di favorire la movida selvaggia proseguirà (almeno) fino al 31 gennaio. L’unica eccezione – anche per loro – sarà rappresentata dalla notte di Capodanno.

Sulla questione è intervenuta in queste ore anche la consigliera comunale del Pd Cristina Lodi parlando di “ordinanza fantasma”: “La cosa incredibile è che ad oggi gli uffici del Commercio non sono ancora in grado di fornire il documento relativo al provvedimento in consultazione ai consiglieri comunali che ne fanno richiesta questo fantomatico documento. L’assessore ha qualche problema? Al di là della questione bizzarra, ritengo sia inaccettabile che su questioni così importanti non ci sia trasparenza verso tutta la città sin dalle prime fasi decisionali. Attendiamo questa ordinanza dirigenziale? Pare sia proprio questo il documento fantasma”.

Ma intanto il sindaco Bucci, stamani, a margine di un convegno ha difeso la misura: “Noi continuiamo a monitorare tutti, il provvedimento viene esteso solo a chi va fuori legge, ovvero chi non rispetta quali sono i limiti. Tutti sanno che, se si rispettano i limiti, non c’è problema e non c’è problema nemmeno per chi ci dorme sopra. Se invece non si rispettano, continueremo a fare monitoraggi e prenderemo ulteriori provvedimenti”.

E a chi gli fa notare che il problema, spesso, è proprio la clientela, risponde: “Non è vero perché l’esercente, nell’ambito della sua area, deve rispettare le regole“.

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