Il Carlo Felice presenta il concerto di Natale e annuncia la partnership con Intesa Sanpaolo - Genova 24
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Il Carlo Felice presenta il concerto di Natale e annuncia la partnership con Intesa Sanpaolo

La banca sosterrà l'Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici 

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Genova, In occasione del Concerto di Natale 2021, in programma domenica 12 dicembre alle ore 20.00, realizzato grazie al supporto di Intesa Sanpaolo, il Teatro Carlo Felice annuncia la nuova partnership con la Banca che sosterrà l’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici della Fondazione Teatro Carlo Felice che, nel 2022, giunge alla sua seconda edizione.

L’accordo è animato dalla comune determinazione a sostenere lo sviluppo delle professioni e delle nuove generazioni di artisti del Teatro d’Opera italiani nel mondo e si inserisce nell’ambito dell’impegno di Intesa Sanpaolo per i giovani e la diffusione della cultura.

L’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici della Fondazione Teatro Carlo Felice nasce nel 2021 con lo scopo di offrire un ciclo formativo completo sul piano vocale, artistico e professionale alle nuove generazioni di cantanti, così da valorizzarne la figura anche attraverso il debutto nella stagione d’Opera del Teatro Carlo Felice. La direzione artistica dell’Accademia è stata affidata dalla Fondazione Teatro Carlo Felice a Francesco Meli, tra le massime personalità del panorama lirico internazionale. Membri del suo corpo docente sono Vittorio Terranova, Elizabeth Norberg-Schulz, Giulio Zappa, Roberto De Candia, Antonella D’Amico, Serena Gamberoni, Silvia Paoli, Daniele Callegari, Antonella Giusti, Francesco Meli.

“La mission dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici della Fondazione Teatro Carlo Felice, afferma il Sovrintendente Claudio Orazi, unisce la finalità di natura artistica al sostegno dell’avvio di carriera dei giovani solisti allievi, cui offre la possibilità di debuttare in una produzione lirica di alto profilo, in cartellone nella stagione d’Opera del Teatro Carlo Felice. Dopo L’elisir d’amore, andato in scena nel 2021 nello storico allestimento con le scene di Emanuele Luzzati, nel 2022 sarà la volta del Il Turco in Italia di Gioachino Rossini, che andrà in scena a sua volta nella splendida cornice scenografica disegnata dall’artista genovese. Il sostegno di Intesa Sanpaolo ci incoraggia a proseguire nella direzione intrapresa, grazie a un concreto sostegno alla vitalità del patrimonio dell’Opera lirica e dei suoi giovani custodi: le nuove generazioni di solisti, nostri allievi, oggi chiamati a conoscerlo approfonditamente, farsene interpreti e a tramandarlo”.

Il concerto di domenica 12 dicembre 2021 vedrà il direttore Enrico Onofri salire sul podio dell’Orchestra del Teatro Felice, con la partecipazione del giovane soprano Claudia Muschio, solista dell’edizione 2021 dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici della Fondazione Teatro Carlo Felice in un programma musicale che accosta Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) a uno dei più importanti compositori milanesi di tutti i tempi, Giovanni Battista Sammartini (1700-1775). Il concerto è offerto al pubblico che potrà accedervi previo ritiro dei propri biglietti (due a persona) direttamente alla biglietteria del Teatro Carlo Felice.

Il programma della serata si ispira al filone programmatico Mozart l’italiano, felicemente inaugurato dal Teatro Carlo Felice quest’anno, e indaga dimensioni inedite del rapporto tra il genio di Salisburgo e l’opera degli autori suoi predecessori e contemporanei italiani come, in questo caso, Giovanni Battista Sammartini, che hanno influenzato il suo stile e quello di un’epoca, attraverso la lettura di interpreti musicali di grande autorevolezza nel repertorio pre-classico, com’è il caso di Enrico Onofri.

Il programma del concerto comprende due sinfonie giovanili di Mozart, la Sinfonia in sol maggiore KV74, del 1770 e la Sinfonia in re maggiore KV248b, Haffner, del 1776 accostate alla Sinfonia in la maggiore J-C 62 di Giovanni Battista Sammartini, del 1750 oltre all’Ouverture dalla prima opera seria di Mozart, Mitridate Re di Ponto KV 87, a sua volta composta nel 1770 e il mottetto per soprano e orchestra Exultate, jubilate KV165, del 1773.

Giovanni Battista Sammartini era di gran lunga il più importante compositore milanese della sua epoca, particolarmente attivo nella sua città, dove diede un notevole impulso alla modernizzazione della scena concertistica. Articolate all’interno di forme di piccole o medie dimensioni, ma allo stesso tempo del tutto complete quanto a svolgimento del materiale melodico, le sinfonie di Sammartini possono oggi sembrarci semplici, ma senza di esse e al loro eloquio improntato all’immediatezza e alla ricerca dell’equilibrio forse non avremmo conosciuto gli esiti ben più ampi di Mozart o Haydn.

L’occasione della composizione dell’opera Mitridate Re di Ponto getta sulla dinamica dell’incontro storico tra il giovane prodigio e Giovanni Battista Sammartini, all’epoca settantenne, a Milano, dove Mozart ricevette la commissione dell’opera dal prestigioso Regio Ducal Teatro di Milano, in seguito ai contatti che il compositore, accompagnato dal padre, ebbe nel febbraio 1770 con una serie di influenti personaggi, tra cui il conte Firmian e Giovanni Battista Sammartini stesso. Il quattordicenne salisburghese iniziò la partitura a Bologna il 29 settembre 1770, per concluderla quindi in tempo perché venisse allestita per l’inaugurazione della stagione di carnevale, il 26 dicembre dello stesso anno. Fu accolta da un caloroso successo, sancito da venti repliche.

Il luminoso e virtuosistico mottetto «Exultate, jubilate» KV 165 fu a sua volta composto da Wolfgang Amadeus Mozart a Milano nel gennaio 1773, per il castrato Venanzio Rauzzini (1746-1810), cantante fra i più apprezzati dell’epoca, che lo inserì stabilmente nel suo repertorio di “arie da baule”. La sua prima esecuzione ebbe luogo nella Chiesa di S. Antonio Abate, allora sede dei Teatini, il 17 gennaio 1773. Composizione vocale di carattere devozionale, ma dallo stile musicale melodrammatico, il mottetto presenta una struttura con due arie inframmezzate da un recitativo e seguite dall’Alleluja conclusivo. Dedicato alla festività di S. Antonio Abate stessa, l’«Exultate, jubilate» – il cui testo è un generico invito al canto e alla gioia – da allora è entrato nella tradizione esecutiva come un «mottetto per ogni tempo».

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