Covid, la Liguria supera la soglia del 10% sulle terapie intensive: torna lo spettro della zona gialla - Genova 24
Dati in peggioramento

Covid, la Liguria supera la soglia del 10% sulle terapie intensive: torna lo spettro della zona gialla

Crescono anche i ricoveri normali: ad oggi una sessantina di posti ci separano dalla mascherina obbligatoria all'aperto

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Genova. L’occupazione delle terapie intensive in Liguria ha raggiunto il 10% della disponibilità totale, arrivando di fatto la prima soglia di allarme per quanto riguarda il contenimento della pandemia relativo alla tenuta del sistema sanitario. E‘ questo il secondo parametro che viene “sforato”, facendo concretamente tornare lo spettro della zona gialla per la nostra regione.

I dati arrivano dal bollettino di Regione Liguria e parlano chiaro: i posti occupati in terapia intensiva sono 25 su un totale di 223 disponibili, mentre il tasso di incidenza dei positivi su 100mila abitanti rimane stabilmente sopra la soglia dei 150 casi su 100mila persone. Questi due parametri sono già da zona gialla: stando l’ultimo report di venerdì scorso il tasso di incidenza è di 175,72, vale a dire sopra la seconda soglia di allarme dei 150 (la prima è 50, e nessuna regione in Italia la soddisfa), che fa scattare il meccanismo per cui per rimanere in zona bianca bisogna stare sotto il 10% delle terapie intensive, e la Liguria ha sforato, e sotto il 15% dei posti letto a media intensità.

La dotazione complessiva è di 1.711 posti letto in media intensità di cura (numero dichiarato al ministero della Salute e riportato da Agenas) che significa che la soglia del 15% si raggiunge con 256 ricoveri: nel bollettino di ieri il numero degli ospedalizzati nelle medie intensità è salito ancora di 9 unità arrivando a 170, che significa che ne mancano 86 per arrivare a far scattare il terzo parametro necessario per arrivare in zona gialla. E con questi ritmi lo sforamento potrebbe arrivare anche entro una decine di giorni.

aree rischio zone ministero

Ed è per questo che Regione Liguria sta correndo ai ripari cercando di implementare le disponibilità nelle strutture ospedaliere, con la riapertura di alcuni spazi a Genova e nel ponente della regione e “assicurando un turn over adeguato dei posti letto Covid dimettendo chi può essere dimesso”, come aveva sottolineato lo stesso presidente Giovanni Toti venerdì scorso.

Ma non solo: la cura con anticorpi monoclonali che si sta portando avanti in questi giorni in alcune rsa divenute nuovi focolaio di Covid, sta permettendo di tenere le terapie a ‘domicilio‘, evitando ricoveri e alleggerendo il sistema sanitario: se, infatti, fossero stati ospedalizzati i 45 positivi della rsa Maccio di Masone e i 13 della rsa dei Camaldoli, forse in zona gialla ci saremmo già.

Natale in zona gialla, quindi? E un fatto questo, purtroppo sempre più probabile se gli andamenti di questi giorni saranno confermati per la prossima settimana, che a questo punto diventa decisiva. Ma cosa succede allo scattare della zona gialla? Permangono tutte le regole di green pass e super green pass, con l’obbligo, non da poco, di indossare la mascherina anche all’aperto.

 

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