Banchi, lavagne, cibo e medicinali: il carico da 100 tonnellate di Music for peace in partenza per il Sudan - Genova 24
7 container

Banchi, lavagne, cibo e medicinali: il carico da 100 tonnellate di Music for peace in partenza per il Sudan

Rifornirà ospedali e raggiungerà 3mila famiglie e le scuole realizzate dall’Aics nel Campo profughi di Mayo

Generico dicembre 2021

Genova. Dopo 6 mesi di attesa parte il carico di Music for Peace. 100 tonnellate, donate con generosità da centinaia di migliaia di persone su tutto il territorio italiano, per un valore totale di circa 1 milione di euro.

Il materiale rifornirà molti ospedali; raggiungerà 3000 famiglie e le scuole elementari e materne realizzate dall’Aics nel Campo profughi di Mayo. Il convoglio è composto da 7 container tra i materiali spiccano 600 banchi (in perfette condizioni e recuperati dalle scuole genovesi) con relative seggiole, lavagne, cattedre, 3000 pacchi famiglia, materiale specifico per infanzia.

Focus importante sui medicinali, molti di questi pediatrici, che andranno a sancire l’ormai vicino avvio di un progetto i cui partner saranno Aics, l’Istituto Giannina Gaslini e Music for Peace. Il programma avrà come obiettivo primario la formazione di medici pediatrici che possano operare in loco.

Il convoglio di Music for Peace giungerà a destino in un periodo molto difficile per il territorio sudanese in cui le difficoltà quotidiane aumentano a causa del colpo di stato avvenuto” spiega Music for Peace

Il carico è riuscito a partire grazie alla collaborazione intrecciata di varie realtà del porto.

“Per questo ringraziamo Vernazza Autogrù che ha fornito la gru per sollevare e caricare i container; i trasporti effettuati da Paratori, Logtainer, P-Line; la Priano Marchelli che si occupata di tutta la parte documentale; Finsea che si è fatta carico del passaggio via mare da Genova a Jedda e Messina Shipping Line per la tratta Jedda-Port Suda; infine il Terminal Sech per aver accolto i container con attenzione” spiegano da Music for Peace che solleva tuttavia alcune domande: “Sei mesi di estenuante attesa prima di poter partire. Ma tutta questa attenzione sulla garanzia di mantenere una corsia preferenziale per i corridoi umanitari in che forma viene tradotta? Come possiamo ascoltare ore di dibattiti rispetto la Convenzione di Ginevra se un carico umanitario deve attendere oltre 180 giorni per riuscire a partire?”.

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