Vietare i cortei no green pass? Nel centro di Genova non tutti i commercianti sono a favore - Genova 24

Genova. L’ipotesi di chiudere il centro cittadino a cortei e iniziative di protesta, in particolare quelle contro il green pass che da più di quattro mesi occupano le strade ogni sabato pomeriggio, divide i commercianti genovesi. Stamattina Genova24 ha sondato il terreno in diretta tra via San Vincenzo e via XX Settembre. Se da una parte c’è chi lamenta di aver già subito danni economici – e infatti la stessa direttiva del Viminale fa riferimento esplicito a “effetti negativi nell’attuale fase di ripresa delle attività economiche” – dall’altra c’è chi fa spallucce e reclama invece il superiore diritto di manifestare.

Come il fornaio di una nota focacceria in via San Vincenzo: “È un altro diritto sancito dalla Costituzione, che ormai non esiste più in Italia“. Quindi nessun mancato incasso? “No, anzi, è venuta più gente perché ce n’era di più in giro. Come al solito è una narrazione che ci propongono e che non corrisponde alla verità”. Pensieri opposti nella focacceria accanto: “Abbiamo già avuto tanti danni, se il corteo lo fanno passare da un’altra parte per noi non c’è problema”. Secondo un barista “è giusto manifestare e ognuno dev’essere libero di dire ciò che vuole“, mentre una negoziante in cartoleria afferma persino che “bisognerebbe limitarle a seconda delle motivazioni, dobbiamo vaccinarci e basta senza tante storie“.

San Vincenzo è stata scelta spesso dai manifestanti no green pass anche per la presenza della sede di Confindustria, frequente obiettivo delle contestazioni. “Magari hanno tutte le ragioni del mondo, ma spero che quest’area venga interdetta – ci raccontano in tabaccheria -. Non c’è mai stata violenza, ma mi rendo conto che la gente non viene in centro se sa che c’è un corteo“. Prosegue un giovane commerciante in un negozio di scarpe: “Bisogna rispettare anche il diritto delle famiglie dei commercianti che magari non sono nemmeno in grado di protestare. La manifestazione va gestita nella maniera più equa possibile. Se è contro il green pass, non deve diventare contro le attività commerciali. E le persone non hanno lo stesso desiderio di andare per negozi quando ci sono le proteste”.

Più frequenti i passaggi in via XX Settembre, che comunque – eccetto le prime due edizioni – sono sempre stati concordati con la Questura dagli organizzatori dell’associazione Libera Piazza Genova. “Sicuramente i cortei di qualunque tipo, quando bloccano il centro, portano sempre una diminuzione del flusso – spiega Ilaria Natoli, presidente del Civ -. Noi abbiamo sempre fatto battaglie perché non ci fossero manifestazioni nel primo giorno dei saldi e a dicembre. Per fortuna queste sono sempre avvenute in una fascia oraria tarda: se i cortei fossero partiti nel primo pomeriggio sarebbe stato un danno epocale. Essendo una situazione ripetuta, c’è stata comunque una riduzione dei consumi, ma non così alta. Il diritto di manifestare è superiore, ma bisogna cercare di salvaguardare il commercio che negli ultimi due anni ha patito molto”.

Anche nella stessa via però non mancano opinioni contrastanti. Un libraio nella parte alta afferma di aver avuto “un calo delle vendite del 15%, quindi sarebbe giustissimo vietare i cortei” e una commessa in un negozio di telefonia nota che “molte persone che sono vaccinate e fanno attenzione evitano di passare in questa zona perché c’è un assembramento di centinaia di persone senza mascherina“. Ma in un negozio di abbigliamento non la si pensa allo stesso modo: “Per noi è ininfluente, non ci danneggia il passaggio, ognuno deve fare le sue libere scelte. Il corteo di solito passa alla fine della giornata di lavoro, un altro conto sarebbe se lo facessero durante il pomeriggio ma alla sera sinceramente ci cambia poco”.

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