Viadotto Bisagno, il corteo dei residenti: "Risarcimenti per tutti" - Genova 24
In strada

Viadotto Bisagno, il corteo dei residenti: “Risarcimenti per tutti”

La protesta di alcuni residenti rimasti fuori dagli indennizzi per i tre anni di cantieri che attendono la zona

Genova. Si sono radunati attorno alle 17 e dalle Gavette si sono spostati in via Piacenza sino alla Volpara per poi tornare indietro. Una cinquantina di residenti della zona sotto il viadotto Bisagno hanno protestato contro la chiusura del tavolo Pris che dagli indennizzi per il cantiere del viadotto Bisagno ha lasciato fuori centinaia di persone.

“Chi ha deciso i colori deve deciderli con noi. Alcuni palazzi sono stati ritenuti non di colore rosso o arancione, ma così non è, ad esempio nel mio giardino sono cadute delle lamiere e mio marito ha rischiato di fare una brutta fine” dice una manifestante.

Non solo: la richiesta è quella di rimodulare i meccanismi di attribuzione eventualmente chiedendo soldi in più da Autostrade per l’Italia, visto che secondo i residenti i criteri di attribuzione del risarcimento non sono stati abbastanza trasparenti.

“Vogliamo capire quali sono stati i criteri con cui sono state scelte queste fasce – spiega Pino Sigia, presidente del Comitato storico delle Gavette Salute e Ambiente Val Bisagno – ci saranno tre anni di lavori con disagi legati anche alle polveri sottili. Chiediamo alla Regione che i civici 29, 41, 43 e 45 vengano inseriti negli indennizzi. Riaprano il tavolo Pris e ricalcolino i risarcimenti, rivedendo la divisione in zone”.

La cifra globale individuata ammonta a 3 milioni e 321mila euro che serviranno a compensare 129 nuclei familiari di cui 22 in zona rossa, 27 in fascia arancione rinforzata, 12 in fascia arancione e 68 in fascia gialla oltre che tre attività produttive.

Sulla base del riparto approvato, ai nuclei familiari in fascia rossa andranno 60 mila euro, in fascia arancione rinforzato 45 mila euro, in fascia arancione 30 mila euro e 6 mila alle famiglie in fascia gialla. Stessa cifra, cioè 6 mila euro, sarà corrisposta alle attività produttive.

“Inoltre le manutenzioni sono mal fatte”, aggiunge la residente in corteo. Non è un caso che tra gli striscioni in corteo ci sia quello con una scritta Basta alluvioni. Sigia spiega: “Questo mese, quando ci sono state le forti piogge per un paio d’ore, è venuto giù di tutto dal monte, terra, rifiuti abbandonati, c’è una frana e nel 2014 è successa la stessa cosa. Sotto il viadotto c’è una cisterna che non è sufficiente, non c’è la tubazione adatta per lo scarico delle acque e manca un muro di sostegno in caso di crollo alberi o frane. Dal 2014 a oggi Autostrade non ha fatto nulla.