Viabilità ridotta sul viadotto di San Benigno: sopra una corsia chiusa, sotto ruggine e infiltrazioni - Genova 24
Non benissimo

Viabilità ridotta sul viadotto di San Benigno: sopra una corsia chiusa, sotto ruggine e infiltrazioni fotogallery

Una corsia di meno per alleggerire, in attesa delle verifiche approfondite sulla staticità della struttura

Genova. Dopo lo stop and go per i mezzi pesanti della giornata di ieri, oggi la viabilità del nodo di San Benigno ‘si è svegliata’ con un restringimento di carreggiata in corrispondenza del viadotto considerato ammalorato: due corsie percorribili al posto di tre per alleggerire il carico in attesa che vengano compiute tutte le verifiche necessarie per capire la tenuta statica della struttura

Si tratta della corsia più a mare del tratto che parte dal congiungimento della strada in arrivo dalla sopraelevata Aldo Moro (direzione casello autostradale) con la strada che proviene dall’elicoidale e che arriva fino all’uscita verso distributore e via Cantore. Ma non solo: per precauzione è stato chiuso al traffico il piccolo svincolo che dai distributori di via Cantore (tra Novotel e palazzo Lancia) permetteva di raggiungere l’autostrada.

Per chi invece proviene dal casello di Genova Ovest ed è diretto in Sopraelevata o sull’Elicoidale per scendere in porto, vengono mantenute le due corsie esistenti, ma viene anticipato l’indirizzamento del traffico verso l’una o l’altra direzione, in modo che sul raccordo venga mantenuta una fascia di interdizione al transito di circa un metro e mezzo vicino allo spartitraffico.

In queste ore dovrebbero scattare i controlli in cui saranno coinvolti anche gli specialisti del Rina: gli approfondimenti dovrebbero durare un paio di settimana, e dovrebbero essere previste anche delle prove di carico per verificare la tenuta del viadotto urbano.

Ma nel frattempo, mentre sopra sono state apportate le limitazioni alla carreggiata, sotto regna la ruggine e le infiltrazioni d’acqua: le travature trasversali che sorreggono l’impalcato sono completamente in balìa di ossidazione e acqua piovana che percola dalla divisione di mezzadria tra le carreggiate, bagnando la struttura in acciaio oggi quasi completamente incrostata. Sicuramente una situazione che va avanti da anni, e che potrebbe aver compromesso, almeno in parte, la tenuta della struttura: una possibilità ancora tutta da verificare, ma che nella città di Ponte Morandi fa sicuramente venire qualche brivido lungo la schiena.

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