Vesima, la variante al puc non convince Regione e Città Metropolitana: dubbi su metrature e paesaggio - Genova 24
Perplessità

Vesima, la variante al puc non convince Regione e Città Metropolitana: dubbi su metrature e paesaggio

Le relazioni degli enti sono emerse durante la commissione del consiglio comunale: giovedì prossimo nuova seduta ad hoc

vesima

Genova. Criticità progettuale sulla densità edilizia prevista e carenze sulla relazione legata alla tutela del paesaggio con particolare riferimento alla vegetazione e agli edifici considerati storici. Questa è quanto emerso durante la commissione del consiglio comunale di Genova riunitasi questa mattina per discutere ancora una volta la variante al Puc proposta dalla giunta per dare il via libera al progetto di riqualificazione degli insediamenti agricoli di Vesima, nell’estremo ponente della città.

Il progetto, come è noto, è stato presentato dalla proprietà, ovvero l’Azienda Agricola Individuale
del marchese Cattaneo Adorno e curato tra gli altri dall’architetto paesaggista Egizia Gasparini, che nel 2018 preparò insieme ad altri l’allestimento di Euroflora 2018 a Nervi, e dall’agronomo Ettore Zauli, già nel team che progettò il Great Campus Park degli Erzelli. Per renderlo però realizzabile è stata richiesta una variante al piano urbanistico abbastanza consistente, che la giunta ha fatto predisporre dagli uffici tecnici comunali e che sarà votata dal Consiglio dopo i passaggi in commissione.

Ma sono molti i dubbi e le critiche che in queste settimane si sono concretizzati intorno al progetto, a partire dai residenti attuali della località che vedono in questa operazione una possibile operazione di “speculazione su un’area unica e rimasta praticamente intatta e preservata dall’urbanizzazione degli scorsi decenni”. In particolare viene contestata la ‘mission’ del progetto, costruita sulla preservazione e il recupero delle attività agricole “quando alcuni degli stessi contadini che li vivevano sono stati sfrattati dall’attuale proprietario”, come ricordato in aula dalla consigliera municipale Rita Bruzzone.

Non solo: gli stessi residenti, che hanno dato vita ad un comitato per la difesa di Vesima, hanno lanciato nei giorni scorsi una petizione per fermare l’iter, raccogliendo centinaia di adesioni in pochi giorni e che al contrario “per sostenere la cura e la salvaguardia del territorio serve che l’amministrazione sostenga chi già ci abita con la costruzione di quei servizi che chiediamo da anni”. Domenica prossima, insieme a Legambiente, hanno organizzato una gita conoscitiva per scoprire tutti i tesori nascosti delle due vallette affacciate sul mare. Ovviamente per tutelarle.

Durante la commissione sono emersi anche i dubbi e le criticità progettuali sollevati in sede di Vas (valutazione di impatto strategico) da parte degli altri enti chiamati a relazionare sul progetto. Secondo la relazione degli uffici tecnici di Regione Liguria “L’ipotesi di atterraggio dell’edificabilità per la residenza libera espressa dall’ambito determina in esse densità edilizie che eccedono i limiti di consistenza dell’insediamento sparso risultando più proprie di un assetto di tipo diffuso“, cosa che andrebbe in conflitto con la salvaguardia dell’area. Dubbi anche da parte di Città Metropolitana, che nella sua relazione ha specificato che nel progetto esistono “carenze nei contenuti del rapporto preliminare, mancando infatti lo studio delle caratteristiche vegetazionali, agronomiche, morfologiche del sito e della conseguente proposta di sistemazione finale dello stesso, assenza della verifica, da parte degli Organi ed Uffici comunali, della coerenza tra la proposta di variante egli indirizzi dettati dalle Norme del PTC della Città Metropolitana. In generale, con riferimento a tutti gli strumenti di pianificazione di livello metropolitano, si segnala che particolare attenzione viene posta alla riduzione di consumo di suolo, rispetto alla quale la variante non risulta tenere conto“.

In ultimo la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio richiede “un’ulteriore analisi sulle ricadute e le implicazioni paesaggistiche ed urbanistiche che la variante potrebbe avere non solo sull’area in questione ma anche su tutto il territorio comunale”, visto che potrebbe creare un precedente importante per la gestione di altre zone del territorio con vincoli simili.

Sulle barricate l’opposizione: “Parliamo di un progetto con 14.912 metri quadrati di abitazioni, dei quali 10.112 mq nuovi di zecca. Altro che tutela – ha ricordato Alessandro Terrile del Partito Democratico – L’intento è quello di costruire decine di villette, più vicino al mare possibile, alla faccia del vincolo di insediamento sparso. Il Comune risponde sostanzialmente di sì. E per giustificare l’indifendibile arriva a sostenere che lo spopolamento della Vesima non dipende dagli sfratti intimati dal proprietario o dalla mancanza dei servizi primari (strade, acqua, fognature), ma dal divieto di costruire villette”.

Insomma, la discussione potrebbe essere ancora in alto mare: ed è per questo che la commissione non ha deliberato l’immediato licenziamento della pratica per il voto dell’aula, ma ha optato per un nuovo incontro già calendarizzato giovedì prossimo.

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