Vaccino Covid obbligatorio per le professioni a contatto con il pubblico, Toti: "Idea condivisibile" - Genova 24
Ipotesi

Vaccino Covid obbligatorio per le professioni a contatto con il pubblico, Toti: “Idea condivisibile”

Non solo per le professioni sanitarie ma anche per altri lavori come le forze dell'ordine, gli addetti agli uffici pubblici o i dipendenti di supermercati e negozi

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Genova. “Una posizione condivisibile”. Questa la risposta del presidente della Regione Liguria e dell’assessore alla Sanità Giovanni Toti alla proposta, lanciata dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa, di estendere l’obbligo vaccinale dalle professioni sanitarie a tutte quelle che abbiano un contatto con il pubblico.

“Noi siamo stati i primi a introdurre l’obbligo vaccinale per i sanitari – ha detto Costa – bisogna riflettere se farlo con altre categorie, quella che sono a contatto con il pubblico, tipo le forze dell’ordine o chi lavora nella grande distribuzione”.

“Mi sembra una posizione assolutamente condivisibile – ha detto Toti, che aggiiunge – spero che il governo intervenga come ho chiesto ieri attraverso la conferenza delle regioni con un provvedimento articolato che preveda da un lato l’obbligo della terza dose di vaccino almeno per le categorie che lo hanno avuto obbligatorio per la prima e la seconda, l’estensione dell’obbligo vaccinale a categorie particolarmente esposte perché anche se, al di là di qualche allarmismo di troppo la maggior parte del Paese, Liguria compresa, ha un numero di ricoverati gestibile e non preoccupante tuttavia bisogna dare certezze a famiglie e imprese per il domani e dire con grande chiarezza che se dovesse tornare a salire il Covid, e qualche regione dovesse tornare in zona arancione, o peggio rossa, quelle misure di contenimento sociale dovranno valere solo per le persone più esposte per loro volontà ovvero per chi non si è vaccinato”.

“Mentre per tutte le altre famiglie, per tutte le altre imprese – sottolinea il governatore ligure – si potrà continuare a vivere serenamente, a programmare il ponte dell’Immacolata, il Natale con i nonni piuttosto che ovviamente l’assunzione di personale per gli alberghi stagionali o l’acquisto di materiale per le proprie attività senza temere un lockdown che sarebbe provocato da una minima parte dei cittadini italiani, cioè quel 10% che ancora oggi rifiuta il vaccino”.