Vaccino Covid, il ministro Cingolani: "Dovrebbe essere obbligatorio come il casco" - Genova 24
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Vaccino Covid, il ministro Cingolani: “Dovrebbe essere obbligatorio come il casco”

il ministro invitato al festival di Limes per un incontro su 'Orizzonte 2051: tra filosofia, scienza e tecnologia'.

cingolani

Genova. “Ho percorso circa 700 mila chilometri nella mia carriera da motociclista. Il casco è obbligatorio e io lo portavo anche quando non lo era perché avevo paura di farmi male. Il casco è obbligatorio e nessuno fiata. Non capisco perché si debba fiatare quando si dice che i vaccini devono essere obbligatori”.

Lo ha detto a Genova, a margine del convegno di Limet aprendo una ‘parentesi’ su richiesta dei giornalsti, il ministro alla transizione ecologica Roberto Cingolani.

Cingolani è stato invitato al Festival per un incontro su ‘Orizzonte 2051: tra filosofia, scienza e tecnologia’.

“Serviranno delle regole sul mondo digitale che preservino la capacità dell’essere umano di imparare liberamente”. Oppure in futuro si rischia di andare “verso una società a intelletto unico” come “dentro le gabbie che sono state create oggi per esempio dagli algoritmi dei social, in cui ciascuno riceve e vede solo quello che in altre situazioni ha confessato essere la sua simpatia intellettuale”: questa la sua riflessione in sintesi.

“Se saremo stati bravi con quello che stiamo facendo in questo periodo intanto sarà un 2051 vivibile, questo lo metto come premessa – ha affermato Cingolani interpellato sul tema dell’incontro -. Per quanto riguarda l’essere umano gli scenari sono molti, perché se guardate quello che sta succedendo adesso, dal punto di vista della cognizione di come l’uomo impara, si comporta, negli ultimi 10 anni ci sono stati dei cambiamenti epocali – ha proseguito il fisico -. Bisogna fare delle riflessioni profonde. Se non manteniamo delle caratteristiche dell’essere umano che sono l’attitudine a imparare liberamente, a studiare, a crescere, a progredire e invece lo chiudiamo dentro le gabbie, che sono state create oggi per esempio dagli algoritmi dei social, in cui ciascuno riceve e vede solo quello che in altre situazioni ha confessato essere la sua simpatia intellettuale, beh lì andremo verso una società ad intelletto unico, in cui i gruppi di persone saranno clusterizzati in funzione di quello che pensano, e quindi diventerà una società calcistica. Dove ci sono sono squadre di pensiero opposte l’una all’altra. Speriamo che non succeda”.

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