Terminal Psa, fallita la mediazione: da lunedì ancora sciopero e rischio caos per i camionisti - Genova 24
Fiato sospeso

Terminal Psa, fallita la mediazione: da lunedì ancora sciopero e rischio caos per i camionisti

Chiusa la procedura di raffreddamento senza intesa tra azienda e sindacati. Trasportounito: "Molte aziende non assumeranno viaggi ma il silenzio delle istituzioni è incomprensibile"

Secondo giorno di caso al Terminal Psa di Pra'

Genova. Due settimane non sono bastate per trovare una mediazione e scongiurare una protesta che rischia di scatenare altre giornate di caos a Genova: l’assemblea dei lavoratori del terminal Psa ha confermato lo sciopero “a singhiozzo” già previsto dall’8 al 14 novembre per il rinnovo del contratto integrativo. Fallita la procedura di raffreddamento aperta sabato scorso dall’Autorità portuale che ha riunito al tavolo azienda e sindacati per trovare una quadra, convocazione che era arrivata anche su sollecito degli autotrasportatori che paventavano un nuovo blocco dell’operatività del porto di Pra’.

“Dall’azienda sono arrivate proposte interessanti dal punto di vista economico, ma continuano a porre come condizione pregiudiziale la rimozione degli accordi pregressi sui tempi di guida delle gru gommate che non c’entrano nulla con la contrattazione integrativa scaduta da due anni – spiega Enrico Poggi, segretario generale della Filt Cgil genovese -. Per noi quegli accordi corrispondono a posti di lavoro perché aumentare i tempi di guida vorrebbe dire meno mansioni per turno. Le 50 assunzioni in 3 anni che hanno promesso non basterebbero a colmare la differenza. Per questo non siamo disponibili a discutere e la protesta va avanti”.

“Noi vogliamo solo applicare per intero il contratto nazionale di lavoro – ribatte Luca Becce, responsabile del personale del Psa-Sech -. Questi accordi risalgono a prima del 2000, quando non c’era ancora il contratto dei porti e i macchinari erano completamente diversi. Oggi ci sono mezzi molto più ergonomici. Siamo disponibili a concedere più flessibilità sulle ferie, sui permessi, sui premi di produttività, ma dobbiamo prima liberarci di queste zavorre che ci impediscono di essere competitivi. Adesso paghiamo i lavoratori per 36 ore settimanali su turni di 6 ore, ma di queste 6 ore ne usiamo effettivamente solo 4 perché siamo vincolati a discipline superate”.

Le modalità saranno le stesse messe in campo quasi un mese fa: un’ora alla fine del primo e del quarto turno con apertura a intermittenza dei varchi. Ma era stato proprio questo scenario a produrre il maxi ingorgo di camion in attesa e gli assembramenti di autisti sui piazzali fino alla chiusura del casello di Pra’ che non riusciva più a smaltire la coda. Disagi che, dopo una notte intera, erano culminati nella protesta spontanea di un gruppo di camionisti che aveva deciso di bloccare l’entrata del terminal anche dopo la fine dello sciopero. A peggiorare la situazione il concomitante sciopero dei sindacati di base l’11 ottobre e l’ostilità di alcuni singoli autisti verso il green pass.

L’auspicio è che stavolta la débacle si possa evitare giocando d’anticipo. “Molte aziende stanno comunicando alla committenza che non assumeranno ordini di trasporto da e per il terminal Psa di Pra’ per l’intero periodo di svolgimento dello sciopero – riferisce Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito, che aveva definito “inammissibile” l’iniziativa dei sindacati -. Crediamo che 1.600 camion normalmente gestiti in 14 ore non possano operare in 7 ore. Non assumere viaggi significa tutelare l’incolumità dei propri lavoratori oltre che evitare perdite di produzione ed economia”. Poi però l’affondo: “Rimane tuttavia impossibile per noi comprendere come, a distanza di pochi giorni, le istituzioni rimangano inermi di fronte al grave rischio di nuovi assembramenti di lavoratori in tempi di Covid e congestionamento di veicoli fino all’arteria autostradale. Manca forse anche l’intervento dei rappresentanti degli autisti”.

D’altra parte anche i rappresentanti della Rsu hanno messo le mani avanti e, “al fine di evitare strumentalizzazioni o speculazioni da parte di terzi“, hanno inviato una nota agli autotrasportatori spiegando che lo sciopero è stato indetto “con largo preavviso il 21 ottobre e la modalità scelta limita ma non ferma l’operatività del terminal. Non è uno sciopero da intendersi contro altri lavoratori per i quali nutriamo il massimo rispetto ma è l’unico strumento che abbiamo per dimostrare il nostro dissenso per la volontà della parte datoriale di trattare temi impattanti negativamente sui lavoratori e sui livelli occupazionali”.

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