Sopraelevata al setaccio dei tecnici della Procura dopo il crollo di un chilometro di cavo - Genova 24
Ispezioni

Sopraelevata al setaccio dei tecnici della Procura dopo il crollo di un chilometro di cavo fotogallery

Si indaga per disastro colposo, crollo di costruzioni e lesioni: la magistratura vuole capire perché si è staccato e chi doveva fare manutenzione

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Genova. Sono in corso in queste ore le ispezioni condotte dai tecnici incaricati dalla Procura di Genova sull’impalcato della Sopraelevata. Il sopralluogo rientra nelle indagini penali in seguito al crollo dello scorso 24 ottobre, quando un grosso cavo per la trasmissione di dati si era staccato per circa un chilometro di lunghezza colpendo quattro persone, di cui tre finite all’ospedale con ferite lievi.

Il pubblico ministero Giancarlo Vona aveva incaricato l’ingegnere e docente universitario di Parma Andrea Spagnoli per una consulenza tecnica. L’indagine, ancora carico di ignoti, è per disastro colposo collegato al più grave crollo di costruzioni, ipotesi di reato alle quali si è aggiunta quella di lesioni dopo la denuncia sporta da uno dei feriti.

Il cavo, come appurato dal Comune dopo 48 ore di ricerche, appartiene all’Autorità portuale. Palazzo San Giorgio, però, aveva rispedito le accuse al mittente sottolineando in una nota che “dai ripetuti sopralluoghi e interventi manutentivi e di monitoraggio effettuati dal Comune, come proprietario e gestore dell’infrastruttura della Sopraelevata, non risulta mai essere emerso nulla o comunque nessuna segnalazione è mai pervenuta all’Autorità di sistema”. Come a dire che Tursi avrebbe dovuto far presente la situazione di criticità.

Ora spetterà ai tecnici del tribunale capire quali siano state esattamente le ragioni del distacco. I cavi non erano tenuti agganciati all’impalcato da fascette di plastica, come sembrava in un primo momento, ma da placche di zinco. Bisognerà stabilire con esattezza per quale motivo la tesata abbia ceduto, se l‘ancoraggio fosse di buona qualità e quale sia stata la dinamica che ha portato a un “effetto domino” lungo quasi mille metri.

Il cavo era stato sequestrato dalla magistratura subito dopo il crollo. Gli investigatori vogliono anche capire non solo come mai i cavi, di vecchio modello e inutilizzati, si siano staccati, ma soprattutto se qualcuno dovesse occuparsi di rimuoverli e quindi di chi siano le eventuali responsabilità. Questi accertamenti però avverranno in una seconda fase.

Oltre ai risvolti penali ci saranno quelli civili. Sono una cinquantina le auto danneggiate dal cavo. I proprietari si sono rivolti alla polizia locale e in questi giorni stanno consegnando le perizie per poter quantificare gli importi.

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