Shevchenko si presenta: "Darò il massimo per la salvezza, scelto il Genoa per progetto a lungo termine" - Genova 24
Sheva-day

Shevchenko si presenta: “Darò il massimo per la salvezza, scelto il Genoa per progetto a lungo termine”

Il fondo 777 Partners: "Convinti da come pensa e analizza il calcio, da come stimola i giocatori, dal suo carattere e dall'integrità"

Generico novembre 2021

Genova. “Questo è un momento molto importante per la mia carriera di allenatore, ringrazio il progetto del Genoa che mi ha permesso di tornare in Italia, un Paese che amo tanto. Il nostro obiettivo è giocare in serie A l’anno prossimo. Faccio una promessa ai tifosi: darò il massimo per arrivare a questo risultato, ma noi abbiamo bisogno di voi, vi aspettiamo allo stadio”.

Sono le prime parole di Andrij Shevchenko nell’affollata presentazione allo stadio Luigi Ferraris.

Non è cambiato l’ucraino nell’atteggiamento rispetto a quando era calciatore: ha conservato la flemma dell’uomo dell’Est Europa, dice poche parole, ma molto chiare. Il lavoro è la sua filosofia. Anche con metodologie innovative nell’analisi dei dati che tanto piacciono ai nuovi proprietari del Genoa, il fondo 777 Partners, oggi presente con Josh Wander e Andres Blazquez.

Il fondatore del fondo di investimento Wander evidenzia: “Come per tutte le decisioni non è stato un processo che abbiamo affrontato alla leggera. La ricerca è stata fatta su scala mondiale e abbiamo individuato lui come la persona giusta che potesse aiutare il club non solo sino a fine stagione, ma che diventasse anche il fulcro del progetto pensato per il Genoa. Non lo abbiamo scelto per la sua fama come giocatore, ma per il cervello, per come pensa e analizza il calcio, per come stimola i giocatori a livello fisico e mentale, per il suo carattere e per l’integrità. Non abbiamo mai trovato una persona che ci ha detto qualcosa di negativo su di lui e in un ambito come il calcio in cui conta l’emotività le sue caratteristiche non si trovano in tutti”.

Sheva ha accettato la sfida, che considera stimolante anche per poter sfidare gli attuali allenatori del campionato italiano e non si dice spaventato dal salto dalla Nazionale ucraina a una squadra di club: “Mi sono preparato per questo, aspettavo un’opportunità”.

Il nuovo allenatore rivela di aver avuto contatti solo con la nuova proprietà e di essere stato convinto dal progetto a lungo termine, ma è anche chiaro nel messaggio contingente: “Per me è importante rafforzare la squadra a gennaio”.

Da qui a gennaio, però occorrerà fare punti nonostante un calendario molto difficile: “In queste due settimane possiamo lavorare bene, dare tranquillità ed esprimere meglio le nostre idee. Dobbiamo sforzarci per raggiungere un posto in classifica più tranquillo”.

Il primo aspetto su cui intende lavorare è quello mentale, ma anche sull’equilibrio: “Parlando con i giocatori ho sentito voglia di migliorare le cose e questo è importante. Con la giusta struttura in campo possiamo fare bene”. Programmata già un’amichevole con la Primavera per avere ancora più chiara la situazione, ma Shevchenko ha già lasciato intendere che il 3-5-2 o il 4-3-3 potrebbero essere le due opzioni sul modulo da applicare nell’immediato.

“Abbiamo una rosa ampia, ma anche tanti infortunati, speriamo di recuperare giocatori il più presto possibile”.

Shevchenko ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2024.

A fargli da secondo sarà Mauro Tassotti. Nello staff tecnico entrano anche il match analyst e collaboratore tecnico Luigi Nocentini e il preparatore atletico Andrea Azzalin.

Chi è Shevchenko

Da giocatore Shevchenko ha vinto molto: nella Dinamo Kiev cinque campionati ucraini e tre coppe nazionali. Dal 1999 al 2006, con il Milan approdò al Milan, in cui militò per sette stagioni, vincendo uno scudetto, una Supercoppa europea, una Supercoppa italiana, una Uefa Champions League e una Coppa Italia. Nel 2006 fu acquistato dal Chelsea, con cui vinse una Coppa d’Inghilterra e una Coppa di Lega inglese. Nell’estate 2008 ritornò al Milan per un prestito annuale. Rientrato al Chelsea, rescisse il contratto con gli inglesi per tornare alla Dinamo Kiev, con cui in tre anni vinse una Supercoppa d’Ucraina. Con la nazionale ucraina partecipò al campionato del mondo 2006 e al campionato europeo 2012 giocato in casa, rassegna al termine della quale si ritirò dall’attività agonistica.

Ha vinto il Pallone d’oro nel 2004 (dopo essere arrivato terzo nelle edizioni del 1999 e del 2000) e nello stesso anno è stato inserito da Pelé nella Fifa 100, lista dei 125 migliori calciatori viventi. Con 67 reti in 143 partite, occupa rispettivamente il settimo posto nella graduatoria dei marcatori delle competizioni Uefa per club e l’undicesimo in quella dei giocatori con più presenze. È secondo nella classifica dei migliori marcatori della storia del Milan, dopo Gunnar Nordahl, e quinto in quella dei migliori marcatori nella storia della Dinamo Kiev; con il Milan ha segnato 14 reti nei derby con l’Inter, risultando il miglior marcatore della storia della stracittadina.

Ancora agli inizi la carriera da allenatore: l’11 novembre 2012 il neo-presidente della Federazione calcistica dell’Ucraina Anatoliy Konkov gli offrì la panchina della nazionale ucraina, ma l’ex attaccante rifiutò perché non si sentiva ancora pronto. Il 16 febbraio 2016 entrò a far parte dello staff della nazionale ucraina come collaboratore del commissario tecnico Mykhaylo Fomenko, subentrandogli il 12 luglio, firmando un contratto di due anni con opzione per altri due. Fu in quel momento che decise di volere a fianco l’ex milanista Mauro Tassotti e Andrea Maldera, figlio del calciatore rossonero Luigi. Ottenuta nel 2019 la qualificazione al campionato d’Europa 2020 dopo una vittoria contro i campioni d’Europa in carica del Portogallo, nel 2021 Shevchenko riuscì a guidare i suoi fino ai quarti di finale del torneo, un risultato storico per la nazionale ucraina. Il primo agosto lasciò la guida tecnica.

 

leggi anche
adam weiss, juan arcinegas, josh wander
Impegno
Wander (777 Partners): “Cerchiamo opportunità commerciali per investire a Genova”