San Siro di Struppa, la nuova oasi della Val Bisagno: 6mila metri quadrati di verde strappati al degrado - Genova 24
Eden

San Siro di Struppa, la nuova oasi della Val Bisagno: 6mila metri quadrati di verde strappati al degrado fotogallery

Ci saranno alberi rari, orti e aree picnic a due passi dal tracciato dell'Acquedotto Storico e nel cuore sempre più verde della vallata

Genova. Oltre 6000 metri quadrati di fasce e campi strappati al degrado e all’abbandono che diventeranno una vera e propria oasi di ‘partecipazione e solidarietà’, con alberi da frutto rari, arredo urbano, orti e spazi didattici a servizio del quartiere. Questa è la nuova area verde di San Siro di Struppa, nel cuore della Val Bisagno, area che nei prossimi mesi diventerà un vero e proprio contenitore di attività e progetti al servizio della comunità. Verde, per davvero.

Un progetto che parte da lontano e che ha visto attivarsi numerosi protagonisti all’interno del ‘Patto di Collaborazione’, capitanati dal Municipio Media Val Bisagno che ha spinto per il recupero di questo enorme angolo tra città e campagna, a pochi metri dal tracciato dell’Acquedotto Storico.

L’area, accessibile da via Araone e prossima al cimitero di Struppa e alla medievale chiesa di San Siro, accoglierà cento nuovi alberi da frutto selezionati tra i cultivar storici della Liguria, un’area didattica per le scuole del quartiere e una punto sosta e ristoro per gli escursionisti. Il tutto dopo aver ripulito i campi da discariche abusive e vegetazione infestante.

“Questo progetto – spiega il presidente del municipio Roberto D’Avolio – punta offrire al quartiere uno spazio partecipato per sensibilizzare i cittadini sul tema attualissimo e della sostenibilità attraverso azioni concrete di educazione ambientale. Si tratta del primo passo di un percorso che si completerà in un paio d’anni perché dobbiamo ancora trovare tutte le risorse che servono a finanziare il progetto, ma confidiamo nel lavoro di rete che stiamo costruendo con le associazioni del territorio che stanno mostrando e tanta voglia di impegnarsi e collaborare. Siamo certi di avere anche il sostegno di tutta la cittadinanza”.

Nell’ottobre 2020 Amiu ha provveduto alle attività di pulizia del bosco urbano, realizzato dalla cooperativa sociale ‘Il Rastrello’ a cui si sono affiancati in alternanza scuola-lavoro alcuni studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Marsano. Intervento è stato finanziato attraverso le risorse messe a disposizione dal progetto europeo Force dedicata alla gestione dei rifiuti nell’ottica dell’economia a circolare: “Proseguiamo l’impegno per restituire alla comunità l’aria che è stata recuperata dopo anni di abbandono – spiega Luciano Maria Gandini responsabile relazioni esterne di Amiu Genova – nell’ottica della cura del territorio e dell’attenzione verso i cittadini sempre più attenti alle realtà legate all’ambiente alla tutela del proprio quartiere”.

“Dei mille alberi che Coop Liguria pianterà nella nostra regione, 100 saranno piantati in quest’aria – racconta Gianni Trovato, vice presidente di Coop Liguria – è un modo per contribuire attivamente alla riduzione della CO2 a livello globale che solo attraverso gli alberi può essere contrastata in maniera efficace”.

Al progetto ha partecipato anche la Federazione Tutela dell’Acquedotto Storico: “La nostra federazione – spiega il presidente Giovanni Zai – nasce con l’obiettivo di valorizzarne il percorso e per questa ragione siamo entusiasti di partecipare attivamente a questa iniziativa. L’obiettivo è quello di realizzare un’area ristoro attrezzate accogliente per gli attentissimi persone che passano sul condotto siamo contenti lavora in rete con tante realtà del territorio”.

A curare la manutenzione e la fruibilità di questo piccolo Eden saranno anche gli attivisti del Trash Team, nato proprio in Val Bisagno: “In quanto associazione ambientalista che si occupa in particolar modo di questo territorio – spiega Daniele Mele, vicepresidente dell’associazione – ci occuperemo principalmente di dare vita al frutteto, composto dalle varietà antiche tipiche della Liguria e provvedere alla sua manutenzione. Questo progetto è nato dall’idea di voler offrire ai cittadini della frutta bio a km0. Per questo motivo non verranno impiegati fertilizzanti o pesticidi a chimico in modo che i citadini potranno cogliere direttamente la frutta che desiderano dei rami”. Un sogno che potrà diventare realtà.