Sampierdarena, un crowdfunding per salvare la Ciclistica: l'associazione centenaria rischia di chiudere - Genova 24
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Sampierdarena, un crowdfunding per salvare la Ciclistica: l’associazione centenaria rischia di chiudere

Due anni di Covid 19, chiusure ed incertezze hanno inferto un colpo durissimo ad un pezzo di storia

Generico novembre 2021

Genova. L’associazione La Ciclistica nasce nel 1918, fondata da operai e portuali per indirizzare i giovani verso lo sport. Al Campasso, quartiere di Sampierdarena, al termine della Grande Guerra abitavano gli operai delle fabbriche della vallata, quelli provenienti da Genova e dal resto d’Italia. La voglia di lavorare era tanta ma anche quella di distrarsi e il ciclismo era uno degli hobby preferiti anche dai cittadini del quartiere.

Da società sportiva, negli anni l’associazione si è trasformata in un vero e proprio centro sociale e di ritrovo. Purtroppo dopo oltre un secolo di vita, La Ciclistica rischia di chiudere: due anni di Covid 19, chiusure e incertezze hanno inferto un colpo durissimo ad un pezzo di storia ed un punto di riferimento per il quartiere che ora rischia di scomparire per sempre.

Per questo l’Arci ha lanciato attraverso i social un crowdfunding, una raccolta fondi, per sostenere il circolo di via Fillak.

La Ciclistica ha avuto, tra le altre, un ruolo importante nella storia della città. “Scelse di ribbellarsi al regime fascista e divenne un rifugio per i partigiani e per gli antifascisti della zona i quali iniziarono a riferirsi ad essa con l’appellativo di Tana”.

Gli anni del dopoguerra non furono meno impegnativi e La Ciclisitica dovette confrontarsi con i nuovi sport in voga in quel momento, in particolare quelli nati dalla crescente e diffusa motorizzazione.

Tuttavia la spensieratezza e l’allegria ritornarono e la vita del quartiere riprese. Con il passare degli anni La Ciclistica ha resistito e si è inserita nei cambiamenti che hanno investito il quartiere restando un punto di riferimento non solo per i vecchi sampierdarenesi ma anche per i nuovi cittadini con lo scopo di mettere in contatto i due mondi e individuare quelli che potevano essere i servizi e le infrastrutture mancanti nel quartiere per garantire una pacifica convivenza fra italiani e stranieri.