Ponte Morandi: Paola Faggioni resta il giudice del processo, ma gli imputati faranno ricorso in Cassazione - Genova 24
La decisione

Ponte Morandi: Paola Faggioni resta il giudice del processo, ma gli imputati faranno ricorso in Cassazione

Respinta la ricusazione del gup. Da lunedì riprendono le udienze ma in attesa dell'esito del ricorso difficilmente si potrà arrivare al rinvio a giudizio

crollo morandi 14 agosto

Genova. La Corte di appello di Genova ha deciso: il gup Paola Faggioni non ha minato il principio di imparzialità del giudice e può continuare a esercitare il ruolo di gup nel processo per il crollo di ponte Morandi.

L’udienza quindi potrà riprendere regolarmente il prossimo 8 novembre per cominciare l’analisi delle circa 500 posizioni di parte civile che vogliono costituirsi nel processo.

Tuttavia la situazione resta complicata e il processo potrebbe subire comunque un rallentamento visto che è praticamente certo il ricorso in Cassazione dei legali di Giovanni Castellucci e degli altri cinque imputati che avevano presentato istanza di ricusazione.

E nel frattempo il gup non ‘potrebbe’ rinviare a giudizio gli imputati perché la sua decisione potrebbe risultate nulla.

Vero è che i tempi dell’udienza preliminare per la strage del 14 agosto del 2018 non saranno brevi: al momento sono state fissate udienze fino alla fine dell’anno. Nel procedimento sono al momento indagati 59 persone e ci sono circa 500 richieste di costituzione di parte civile. L’auspicio è che quindi la Cassazione assegni alla questione posta nel processo per il crollo del viadotto genovese una corsia preferenziale e arrivi a una decisione il più velocemente possibile.

I difensori degli imputati avevano presentato l’istanza perché a loro avviso il magistrato avrebbe già espresso un giudizio sul procedimento del ponte Morandi nell’ordinanza per le misure nei confronti di sei indagati nell’inchiesta sulle barriere fonoassorbenti pericolose. Per la corte d’appello invece, che ha fatto sue le richieste della procura generale di rigettare l’istanza “è vero che il gip nei motivi delle misure cautelari del procedimento sulle barriere ha operato un collegamento con l’attività investigativa del procedimento principale” ma come “premesse del tutto generiche non collegate alla mala gestione dei viadotti”.

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