Ponte Morandi, i familiari delle vittime contro gli ingegneri: “Il perché del crollo è chiarissimo” - Genova 24
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Ponte Morandi, i familiari delle vittime contro gli ingegneri: “Il perché del crollo è chiarissimo”

Egle Possetti interviene sui contenuti di un convegno di tecnici: “Sbalorditi”

egle possetti

Genova. Egle Possetti, presidente del comitato ricordo vittime Ponte Morandi, si scaglia contro gli ingegneri che, durante un convegno specializzato, organizzato dall’associazione internazionale Iabse, hanno sostenuto che le cause del crollo del viadotto Polcevera sono ancora tutte da chiarire. “Dove vogliono andare i professionisti dell’ingegneria?”, attacca Possetti.

“Abbiamo una perizia risultante dal secondo incidente probatorio che identifica in modo chiaro quali siano state le cause del crollo – afferma – ovviamente questo non è di gradimento degli imputati perché mette nero su bianco lo stato di conservazione della struttura”, che aggiunge: “In questi giorni inoltre si è svolto un convegno on line dell’associazione internazionale Iabse in lingua inglese il cui titolo suona così “Ponti crollati, lezioni apprese”, a fronte di questo titolo e a fronte delle esternazioni anche di illustri rappresentanti del mondo ingegneristico italiano restiamo perplessi, preoccupati e chiaramente molto dubbiosi”.

Pare che non sia ancora chiara la motivazione del crollo del ponte Morandi, che varie ipotesi siano tutte possibili. Non essendo professionisti del campo, ma avendo attentamente letto la Perizia che ha sancito in modo inequivocabile la motivazione (a fronte di un immane lavoro complesso ed articolato), non possiamo che porci alcune domande sulla base di quanto riportato dalla stampa: questi illustri personaggi sanno che altri illustri colleghi indipendenti hanno già stabilito le cause del crollo mettendole nero su bianco? Sanno che dalle carte emerse era nota la pericolosità di questo ponte ed il rischio crollo conseguente? Sanno che i sistemi di controllo tipo RIMT utilizzati erano dalla seconda metà degli anni novanta notoriamente squalificati a livello internazionale?Pensiamo che andrebbe fatta una seria riflessione da parte di questo mondo sulle responsabilità morali che in alcuni casi potrebbero aver avallato comportamenti scarsamente virtuosi, e sulle lezioni realmente apprese dal crollo. Vediamo invece, a distanza di tre anni dal crollo, che ancora le azioni di diffusione delle corrette informazioni mancano, e che vi è ancora molta confusione, come se i due anni di indagini non fossero mai esistiti”.

“Allora restiamo sbalorditi noi parenti, ovviamente più di altri, e vogliamo che tutti sappiano che non permetteremo a nessuno di mettere in discussione quella che è la realtà del crollo, lotteremo con tutte le nostre forze contro valutazioni fantasmagoriche pur se provenienti da illustri professionisti, forse non hanno letto le carte processuali, ed è possibile stante la loro riservatezza, ma tutti abbiamo letto quanto trapelato negli organi di stampa, tutti noi sappiamo molto bene in cuor nostro dal primo momento cosa sia avvenuto e qualcuno con elevata professionalità lo ha acclarato, speriamo che prima o poi veramente qualcuno impari una lezione da questo crollo e non sia il mero titolo di un convegno, speriamo si faccia ammenda per troppi anni di pericolosa inerzia, anche a protezione di altri ponti e di altre vittime potenziali“, aggiunge Egle Possetti.

“In questi giorni siamo sbalorditi da alcune situazioni estremamente inquietanti, abbiamo notizia di un consulente tecnico di parte degli imputati al processo per il crollo del ponte Morandi che aggredì verbalmente in una sessione tecnica, i periti nominati dal gip, e nelle prossime settimane andrà in giudizio”, conclude la presidente comitato Ricordo vittime ponte Morandi.

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