Nervi, il bilancio di un mese di ztl. I commercianti: "Calo del fatturato del 40% e le strade sono vuote" - Genova 24
"un deserto"

Nervi, il bilancio di un mese di ztl. I commercianti: “Calo del fatturato del 40% e le strade sono vuote”

E' soprattutto lo 'spezzatino' del trasporto pubblico a creare più criticità: "I nostri clienti stanno rinunciando a venire a fare shopping da noi"

Genova. Intere mattinate senza clienti, via svuotata dai passanti per un calo del fatturato che arriva a sfiorare il 40% netto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questo è il bilancio tracciato da alcuni commercianti di Nervi ad un mese dall’inizio della sperimentazione della nuova viabilità che il 18 ottobre scorso ha visto l’introduzione di una zona a traffico limitato per parte di via Oberdan.

A ‘spopolare’ il centro storico del quartiere sarebbero soprattutto le modifiche al servizio di trasporto pubblico, con il capolinea del 15 ‘anticipato’ in via del Commercio e sostituito nel tragitto all’interno del borgo da un bus navetta elettrico, il 515, che sale da via Franchini per poi arrivare in piazza Pittaluga aggirando la ztl.

Ed è proprio in questo tratto di via Oberdan che i commercianti della zona stanno riscontrando i maggiori problemi, legati alla mancanza di quel passaggio considerato essenziale per ‘catturare’ i clienti: “Da un mese questa parte del quartiere è diventata quasi un deserto – ci spiega Monica Scarso, titolare di un negozio di abbigliamento e capofila di quei commercianti che da subito si sono detti contrari a questo nuovo assetto viario – la sperimentazione sta mostrando quanto i collegamenti diretti con gli altri quartieri vicino a Nervi siano fondamentali: lo spezzatino con il bus navetta non funziona e disincentiva i cittadini del levante genovese a venire qua a fare shopping”. Ma non solo: “Anche solo il passaggio sui mezzi pubblici rendeva attrattive le nostre vetrine – sottolinea – vetrine che ora non sono viste da nessuno“.

nervi ztl commercianti

Il calo del ‘giro’ è avvertito da molti negozianti del posto, che stanno vivendo un vero e proprio svuotamento dei locali: “Abbiamo calcolato che ogni giorno mancano all’appello circa 500 persone – spiega Antonino Chiarello titolare del Bar Piazzetta, uno dei più frequentati di piazza Pittaluga – in precedenza, quando il 15 passava da via Oberdan il flusso era praticamente continuo, mentre adesso le navette viaggiano quasi vuote”. Un conto che potrebbe avere presto conseguenze anche pesanti dal punto di vista occupazionale visto che “facciamo fatica a pagare i dipendenti che abbiamo, mentre già a rischio sono tutti quei ragazzi che lavoravano con noi a chiamata“.

Una “mazzata” che sembra toccare tutti i vari settori di vendita: “Ho la metà dei clienti di prima – ci spiega Amato che da decenni gestisce un banco di frutta e verdura in via alla Chiesa Plebana – Si deve capire che ogni quartiere ha i suoi meccanismi legati al commercio e alle abitudini delle persone, Nervi non è via Sestri o via San Vincenzo, qua le cose funzionano diversamente”. Oppure: “Rispetto ai mesi precedenti abbiamo fatturato la metà – racconta Simona Poggi, titolare di un negozio di surgelati – i nostri clienti storici devono prendere due autobus e fare della strada a piedi, oltre che avere maggiori attese, cosa che non tutti si possono permettere, soprattutto per l’età. Questo ci sta facendo veramente preoccupare perchè ne veniamo da due anni di grave difficoltà e così rischiamo davvero di non farcela”.

La preoccupazione è alle stelle, anche perchè questi mesi, quelli che precedono il Natale, sono da sempre fondamentali per il settore commerciale, e da molti esercenti della zona erano attesi per un ristoro dopo le sofferenze della pandemia: “Quello che chiediamo è una sospensione immediata di questa sperimentazione prima che sia troppo tardi – conclude Monica Scarso – facciamo passare il il periodo natalizio e quello dei saldi e mettiamoci nuovamente intorno ad un tavolo, ascoltando le esigenze di tutti, per provare a riprogrammare la viabilità, magari in occasione di Euroflora, e magari rimodulando il servizio di trasporto pubblico che impostato in questo modo sta rischiando davvero di desertificare il quartiere“.

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