Nervi, gli ambientalisti bocciano la nuova viabilità: "Non incentiva il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile" - Genova 24
L'attacco

Nervi, gli ambientalisti bocciano la nuova viabilità: “Non incentiva il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile”

Secondo le associazioni l'esperimento "deve essere interrotto in attesa di piani seri all'insegna della mobilità sostenibile"

Genova. Un cambio che di fatto “spezza in due” il trasporto pubblico verso Nervi, disincentivando l’uso dei bus e favorendo l’uso della macchina con nuovi stalli di sosta proprio in quel centro che si vorrebbe svuotare. Queste sono essenzialmente le principali critiche portate al nuovo assetto viario di Nervi da alcune sigle ambientaliste (ma non solo) che hanno firmato una lettera aperta per sottolineare tutte le criticità della soluzione adottata.

“L’aspetto più vistoso è senz’altro la definizione della ZTL in via Oberdan, con inversione del senso di marcia e conseguente estromissione delle linee di forza del tpl dal centro di Nervi – esordiscono MobilitaGenova, WWF Genova Città Metropolitana, Fridays For Future Genova, Comitato SìTram e Famiglie Senz’auto Genova nella nota stampa – infatti, il capolinea del 15 è stato spostato in via Pagano, presso il capolinea a ponente del torrente Nervi dove già si ferma il 17. In sostituzione è stata istituita una “navetta” esercita con piccoli mezzi elettrici, creando un nuovo trasbordo forzato“.

“Questa “navetta” rimane quindi l’unico mezzo, assieme alla linea circolare 517, per raggiungere piazza Pittaluga, vero cuore della delegazione. In compenso sono stati creati nuovi parcheggi liberi in via Oberdan, il che è del tutto in contrasto con logiche di mobilità sostenibile e di incentivazione all’uso del mezzo pubblico, che dovrebbero invece prevedere un’accessibilità facilitata per i mezzi pubblici e una riduzione degli spazi a disposizione delle auto e degli scooter – fanno notare – L’idea non è del tutto nuova, in occasione di diversi eventi e manifestazioni nerviesi le linee di forza erano state purtroppo estromesse dal centro della località, e lo spostamento del capolinea del 15 era già stato precedentemente ventilato ma contestato a suo tempo con una raccolta firme. Del tutto in contrasto con autentici principi non solo di sostenibilità ma di semplice decorosa pianificazione del trasporto pubblico e sua reale promozione la cifra generale della strategia e il suo segnale culturale, ovvero far passare il trasporto pubblico un elemento di disturbo e pertanto da escludere o penalizzare dalle strade di uno dei più qualificati quartieri genovesi“.

“E’ invece indicativo che, viceversa, gran parte della popolazione locale, compresi molti commercianti (ipotetici beneficiari del provvedimento) non abbia assolutamente gradito: segno questo di maggiore consapevolezza e buon senso dei cittadini ed operatori economici rispetto ai “pianificatori” comunali e di AMT, legati a logiche – oltre che sbagliate – vecchie di decenni, anche se ammantate di “verde” ed “elettrico” usando a sproposito termini come “vivibilità – aggiungono – Del tutto non plausibile, peraltro, la serietà scientifica dell’esperimento (perché ogni esperimento dovrebbe poi poter essere analizzato con criteri oggettivi e scientifici). L’indicatore dovrebbe essere l’utilizzo di auto e scooter (che deve diminuire) e l’uso del tpl (che invece dovrebbe aumentare). C’è da dubitare che questo tipo di valutazione sarà preso in considerazione“.

Secondo le associazioni queste scelte quindi andranno a disincentivare l‘uso del trasporto pubblico a favore della mobilità privata portando “ad una ulteriore perdita di utenti e disaffezione dei cittadini verso il trasporto pubblico, che, rassegnati, andranno ad ingrossare sempre di più le fila (anzi le code) di auto e scooter”.

E da qui la proposta: “Questo “esperimento” venga interrotto, ritornando alla situazione precedente rispetto a viabilità e trasporto pubblico, in attesa di piani seri per realmente all’insegna di una vera mobilità sostenibile (che non possono non avere nel trasporto pubblico un caposaldo) riprendendo e sviluppando le proposte alternative fatte dalle associazioni ambientaliste all’epoca del Piano Winkler per Nervi”.

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